domenica 11 giugno 2017

YAKINIKU: L'ARTE DELLA GRIGLIA IN GIAPPONE

YAKINIKU

Non solo sushi. L'arte della carne alla griglia in Giappone.



Sia benedetto lo Yakiniku!
In assoluto il mio piatto giapponese preferito. Lo so che molti nippofili gli preferiscono il sushi ma io no: lo yakiniku è in assoluto il mio piatto da ultima cena giapponese.
Umai! Come urlerebbe il mio nonnetto giappo preferito, quel Takeshi Kasumi di Samurai Gourmet. Se avete Netflix sapete di cosa parlo, altrimenti, guardate qui.

Umaaaaiiiiii (deliziooosooo)

Ma cos'è?
Si tratta di deliziosi bocconcini di carne, marinati in varie salse e cotti sulla griglia.
I ristoranti di Yakiniku hanno, generalmente, dei tavoli con griglia incorporata e cappa d'aspirazione sopra. Qualche volta la griglia viene portata sul tavolo ed è "trasportabile".
La maggior parte di questi ristoranti ha dei menù fissi "all you can eat" a tempo (in genere un'ora e mezza, al massimo due) e vari menù con prezzi differenti a seconda del taglio e della scelta delle carni. Ovviamente se voleste provare la carne di Kobe (e vi assicuro che DOVETE!), dovreste optare per il menù più costoso.



Quando si va a mangiare dello Yakiniku con i colleghi o con gli amici, verrà deciso l'addetto alla griglia scelto o autocandidato tra i banchettanti e, badate bene, sarà un onore farlo.
Il "cottore", neologismo inventato dal mio amico Djambo (la D è muta), si dedicherà alla cottura distribuendo il cibo ai commensali, partendo sempre dal boss o dal capo famiglia, senza mettere mai nulla nel suo piatto. Le buone maniere, infatti, vogliono che sia qualcun altro ad occuparsi del piatto di chi sta grigliando, in segno di rispetto per la sua dedizione alla cottura del cibo per tutti i commensali.
Per fortuna tra amici e nelle famiglie meno formali, tutte queste etichette si perdono e si va un po' più "a sentimento".

I tipi di carne principalmente utilizzati sono: manzo, maiale, pollo e frattaglie, e di ogni genere esistono varietà diverse di tagli e di pezzi (lombo, costolette, lingua, spalla, diaframma, pancetta, guancia, ecc.); ma è anche possibile ordinare verdure da grigliare e persino frutti di mare.
Tutto accompagnato da riso (alla giapponese o alla coreana), insalate piccanti con salsa coreana e il famoso kimchi (verdure fermentate con varie spezie piccanti), anche questo, tipico piatto della cucina coreana...

Kimchi. Tipico piatto coreano.

I più scaltri di voi lo avranno già inteso visti i vari riferimenti alla Corea: le origini dello yakiniku derivano proprio da quella terra.
In effetti, solo dopo il 1871, con la restaurazione Meji, il consumo di carne fu legalizzato nel paese. Precedentemente si pensa che nel periodo Edo (ed anche prima) a causa della religione buddista, il consumo di carne era vietato e bandito; a differenza di quello del pesce.
Non sono buddista ma mi chiedo: reincarnarsi in un pesce è possibile? Perché se così fosse: perché vietare la carne e non il pesce?
Misteri della fede.
Comunque, non tergiversiamo...


Con la nuova politica di occidentalizzazione del Giappone, promossa durante la restaurazione Meji, il consumo di carne crebbe ed anche i vari modi di cucinarla.
I coreani erano famosi per la loro cottura della carne alla brace, marinata con spezie e salse piccanti, ed i giapponesi importarono quest'usanza, chiamandola YAKINIKU (焼き肉,scritto anche come 焼肉) che letteralmente significa carne grigliata.


Siano benedetti i coreani dunque, ed anche la loro cucina.
Non sono il solo a pensarla così, visto che i numeri sono dalla mia: lo Yakiniku infatti risulta uno dei primi 5 cibi preferiti dai giapponesi.
Il consumo di carne ha inoltre radicalmente cambiato la società ed anche lo sviluppo fisico degli individui. Si è riscontrato un incremento della massa muscolare e dell'altezza media in tutta la nazione, seconda solo ad un altro posto nel mondo. La Sardegna.
No, non sto scherzando... Dopo i sardi, i giapponesi sono il popolo che mediamente ha avuto la maggiore crescita di altezza nella popolazione negli ultimi 100 anni; anche grazie al consumo di carne e di proteine.

Lo so che ora i vegani ed i vegetariani mi odieranno; non volevo essere di parte, ma da "uomo di scienza" credo sempre più ai numeri ed alle evidenze scientifiche: e quanto scritto è un dato di fatto.
Detto questo, sono anche pronto ad essere ricoperto di insulti dal popolo vegano e condannato a morte per lapidazione in pubblica piazza.
Un ultimo desiderio prima di morire però: lo Yakiniku come ultima cena!