lunedì 18 dicembre 2017

LA SCUOLA IN GIAPPONE

LA SCUOLA IN GIAPPONE

Com'è organizzata e cosa studiano i giapponesi a scuola?



Molti di voi, appassionati di anime e manga, sapranno già molto su questo argomento, anche se, a dire il vero, tantissime volte il doppiaggio o la traduzione italiana creano un po' di confusione.
Ricordo ad esempio il caso di GTO, ambientato in una scuola che sarebbe l'equivalente delle nostre scuole medie, che però fu cambiato, in fase di doppiaggio, in scuola superiore a causa dei temi affrontati.
Ma non perdiamoci in chiacchiere...

Per chiunque di voi si fosse perso questo capolavoro
di Tooru Fujisawa, correte ai ripari...

La scuola giapponese è diversa dalla nostra per molti aspetti.
In primis, l'anno scolastico non inizia a settembre bensì ad aprile (il primo aprile) e si conclude la fine di marzo. In genere gli studenti giapponesi hanno una o due settimane di vacanza tra la fine dell'anno scolastico (marzo) e l'inizio del nuovo e non 3 mesi di vacanze come noi in Italia.
Poracci!
Il loro calendario scolastico comprende circa un mese scarso di vacanze ad agosto, una settimana nel periodo di capodanno, la golden week (o settimana d'oro, a maggio) che poi vera e propria settimana non è quasi mai (sono in generale 3-4 giorni che nel migliore dei casi potrebbero sommarsi al fine settimana, diventando addirittura 5 giorni! Troppa grazia) e quelle che noi chiamiamo "feste comandate", ossia le giornate di festività religiosa (in Giappone le religioni più praticate sono lo shintoismo ed il buddismo).
A conti fatti i giappi vanno a scuola circa un mese in più l'anno rispetto ad uno studente italiano.

La stessa suddivisione del sistema scolastico differisce di parecchio da quello italiano.
Le scuole dell'obbligo comiciano a 6 o 7 anni. A differenza del nostro sistema che distribuisce gli alunni nelle varie classi a seconda dell'anno di nascita, in Giappone si distinguono quelli nati prima e dopo aprile di un determinato anno. Perché aprile? Perché ad aprile, come abbiamo detto, inizia l'anno scolastico.
Esempio: la classe scolastica 2017 che inizierà il primo anno di scuola elementare, sarà composta da tutti quelli che avranno già compiuto 6 anni entro il 1° Aprile 2017 e che compieranno 7 anni entro il 31 Marzo 2018. Capiterà quindi che un nato nel vostro stesso anno potrebbe non essere iscritto alla vostra stessa classe ma ad una superiore o inferiore.


Altra differenza importantissima è proprio l'organizzazione e la suddivisione del sistema scolastico.
Come abbiamo già detto, la scuola materna non è scuola dell'obbligo; quest'ultima inizia a tutti gli effetti con la scuola elementare (小学校 shōgakkō) ed ha la durata di 6 anni.
A questa segue la scuola media di basso grado o junior high school (中学校 chūgakkō), della durata di 3 anni; l'equivalente delle nostre scuole medie.
Terminate queste si passa alla scuola media di altro grado o high school (高等学校 kōtōgakkō, abbr. 高校 kōkō), anche questa della durata di 3 anni.
Al termine della kōtōgakkō (scuola superiore), si conclude anche il ciclo della scuola dell'obbligo, a cui segue l'università (大学 daigaku; 学士課程 gakushi-katei) della durata di altri 4 anni.
Per le discipline medico-sanitarie, i 4 anni non sono sufficienti ed a questi andranno aggiunti altri 5-6 anni tra master e specializzazioni.
In conclusione uno studente giapponese entra a scuola a 6 anni compiuti e conclude la sua carriera di studente dell'obbligo a 18 anni compiuti.


Altro aspetto importantissimo sono i test d'ingresso.
Il sistema scolastico giapponese è per certi versi simile a quello americano e predilige la scuola privata a quella pubblica, ritenuta poco valida (un po' il contrario di quello che accade in Italia, dove le scuole private paritarie sono spesso utilizzate dagli studenti meno brillanti per recuperare anni di scuola persi o per conseguire il diploma in maniera "più agevole", mentre le pubbliche sono generalmente più difficili). Le scuole più valide e le più famose sono tutte scuole private e l'ingresso a queste è consentito solo tramite superamento di un test preliminare.
I ragazzi giapponesi studiano moltissimo per superare questi test che sono estremamente difficili e non possono essere affrontati con una preparazione generica (specialmente quelli universitari). Entrare in una buona università, in un sistema lavorativo come quello giapponese che offre moltissimi sbocchi, è un aspetto fondamentale della vita di un ragazzo. Questo deciderà il suo futuro economico e sociale. Per questo le famiglie giapponesi preferiscono iscrivere i propri figli in scuole private che possano garantire una buona preparazione e l'accesso a scuole secondarie importanti, che a loro volta garantiranno l'accesso a scuole superiori prestigiose che saranno un ottimo trampolino di lancio per le migliori università del paese e quindi per degli ottimi posti di lavoro.
Per arrivare a questo, molti studenti giapponesi, alla fine della normale giornata scolastica (che va dalle 8.50 alle 16.00) frequentano corsi serali che li tengono occupati tutto il giorno fino a notte tarda. Questo accade generalmente durante le scuole elementari e, in alcuni casi, anche le medie. Poi, avendo la fortuna di entrare nelle migliori scuole, si ha sempre meno bisogno dei corsi serali.


Come vi ho già detto, l'orario scolastico inizia alle 8.50 di mattina e si conclude alle 16.00, dal lunedì al venerdì mentre il sabato le scuole rimangono aperte solo la mattina.
Ogni scuola ha una propria mensa e dopo il pranzo, generalmente, gli studenti frequentano lezioni meno impegnative come: arte, musica, educazione fisica, scienze sociali e naturali, ecc.
Ogni scuola, oltre al corpo insegnanti, ha un usciere che all'ingresso dell'istituto "sorveglierà" la scuola. Escluso l'usciere e gli insegnanti non vi sono altre figure professionali: né bidelli né assistenti alle pulizie. Tutto questo perché la pulizia ed il mantenimento della scuola sono a carico dell'intero corpo studentesco. Sin dalla prima elementare (6 anni) gli studenti giapponesi dovranno occuparsi della pulizia delle proprie aule, dei bagni, dei corridoi, degli esterni della scuola, dei giardini, della palestra, ecc.
Atto imprescindibile dell'istruzione e della formazione di uno studente, la pulizia, come la cucina o l'organizzazione è un aspetto che i giapponesi prendono con molta responsabilità. Vedere bambini di 6 anni che puliscono pavimento, banchi, vetri, lavagne e bagni è qualcosa di sconvolgente per occhi come i miei, nativi di una terra di mammoni e bamboccioni (tipo me!).

Nel giardino scolastico sono presenti persino un orto, un recinto per i conigli ed una vasca con le carpe koi. La cura di questi è compito degli studenti (soprattutto quelli delle elementari) ed è considerato un importante momento di apprendimento per il bambino che potrà così imparare di più sulla natura e verrà responsabilizzato sui propri compiti.
Quasi tutti gli ortaggi piantati e curati dagli studenti, verranno poi utilizzati a mensa e serviti dagli stessi studenti ai loro compagni di scuola. Ogni attimo ed ogni attività è un momento importante di apprendimento.

Vasca con carpe koi

Recinto degli animali (conigli e galline)

Orto scolastico

Ogni scuola è provvista di palestra e campo all'aperto per l'attività fisica, ritenute dai giapponesi importante in egual modo alle attività di apprendimento. In alcuni casi anche piscina.
I ragazzi e le ragazze più popolari nelle scuole sono i migliori in entrambi gli ambiti (quello scolastico e quello sportivo).
Vengono inoltre periodicamente affissi i risultati scolastici di tutti gli studenti di tutte le classi (in centesimi, X/100) in modo da stabilire i migliori della scuola. Questo genera una competizione che, benché da un lato sproni lo studente a dare sempre il massimo nello studio, dall'altro, in alcune circostanze, porta persino a gesti estremi (come il suicidio) per la vergogna del fallimento.




Un'altra sostanziale differenza sta nei mezzi di trasporto con cui gli studenti giungono a scuola.
Già a 6 anni, con l'inizio delle lezioni, gli studenti giapponesi si recheranno a scuola da soli ed impareranno ad utilizzare i mezzi pubblici, a camminare in mezzo alla folla, ad arrivare puntuali; tutto questo in qualsiasi condizione meteo. Che piova o nevichi o che ci siano 40 gradi con un'umidità del duemila per cento, loro muoveranno le loro gambine e si recheranno puntuali al loro istituto scolastico autonomamente, senza genitori che li accompagnano fin sotto le porte della scuola.
Alcune scuole vietano, nel loro regolamento, ai genitori di accompagnare i propri figli a scuola in auto, in modo da evitare ingorghi, creare fastidio per gli abitanti della zona e ovviare a possibili incidenti stradali.
È vero che tutto questo è permesso anche dal fatto che il Giappone sia un paese sicurissimo in cui raramente si assiste a scene come rapimenti, violenza su minore, omicidi, ecc., però è anche vero che c'è una mentalità completamente diversa rispetto all'Italia, dove invece la nascita di un figlio squilibra le normali dinamiche famigliari, accentrando tutte le attenzioni dei genitori "italioti" verso il nuovo arrivato.
Siamo un popolo possessivo e ansiogeno, non possiamo negarlo.
Questo comportamento dei giapponesi ed anche gli altri aspetti prima citati portano un ragazzino giapponese di 10 anni ad essere molto più maturo e responsabile rispetto ad un pari età italiano.
Dovremmo forse prendere qualche spunto?

Altra peculiarità della scuola giapponese è la presenza dei club scolastici. Cosa sono? Molti di voi già lo sapranno, avendo fatto incetta di manga ed anime a tema scolastico. Sono delle vere e proprie associazioni, autogestite dagli stessi ragazzi (che faranno riferimento ad un professore), a tema specifico che potrà essere sportivo, di arte, culturale, hobbies, insomma; attività di ogni genere. Questo permette l'integrazione di studenti di diverse età ed inoltre promuove ed incentiva le attività extra scolastiche.
La giornata media di un ragazzino giapponese si svolge a scuola: lezioni la mattina, lezioni più leggere nel pomeriggio fino alle quattro e poi attività extrascolastiche con il proprio club di appartenenza, che possono tenere impegnati i ragazzi fino a tardi.
Ogni scuola ha svariati club; i più importanti sono sicuramente i club sportivi che permettono la creazione di veri campionati nazionali studenteschi, trampolino di lancio della maggioranza degli atleti giapponesi. I calciatori Nagatomo ed Honda (ma anche Nakata, molti giocatori di baseball, pattinatrici e ginnaste olimpioniche giapponesi) hanno cominciato da qui; dal club scolastico.
L'importanza di aderire ad un club scolastico è quindi doppia: permette la formazione di nuovi campioni del futuro e dà prestigio e visibilità alla scuola di appartenenza. Inutile dirvi quanto siano popolari, all'interno di una scuola, gli iscritti ad un club di successo.

Parliamo ora di un altro aspetto importante delle scuole giapponesi: le divise scolastiche.
Sfatiamo un mito: non è vero che tutte le scuole giapponesi obbligano gli studenti ad indossarne una. In alcuni istituti non sono nemmeno in dotazione.
Ad esempio nelle scuole elementari è meno frequente l'obbligo delle divise rispetto alle scuole superiori.
Il paragone con l'Italia viene comunque naturale: grembiulino VS divisa scolastica


Qui ora si aprirà l'eterno dibattito tra chi è a favore della divisa scolastica e chi è contrario. Io ero il primo ad odiare quel caxxo di grembiule blu. Brutto brutto! Il colletto poi? brrrrrr...
Tanti piccoli frati in blu. Dei frati puffosi.
Però ricordo pure che durante le scuole medie, ricevetti i miei primi "perculamenti" perché il mio zaino non era l'ultimo modello Seven o Invicta, perché le mie scarpe non erano Nike (avevo 12 anni! E benché non provenga da una famiglia povera, i miei genitori non hanno mai badato a queste cose), perché indossavo ancora i maglioni di lana fatti a mano da mia nonna (che tra l'altro adoravo). Sì, ok! Li ho indossati fino ai 16 anni, lo ammetto... ma a me piacevano!!!

Prima media. Lo sfigato col maglioncino di Paperino sono io.
Amo quella maglia!!!

Comunque ricordo ancora il senso di inadeguatezza che provavo quando gli altri ragazzini mi sfottevano per queste cose, e condivido totalmente l'idea dell'obbligo di una divisa scolastica fino alla fine delle superiori.
Molti affermano che sarebbe come annullare le personalità delle persone; uniformarle, e che poi, comunque, i ragazzini punterebbero l'attenzione su altro come quaderni, diari ed astucci (non zaini e scarpe perché nella divisa scolastica giapponese sono inclusi), e la discriminazione non finirebbe.
Può darsi, non lo so. So per certo che per una famiglia, comprare quaderni ed astucci ha un peso ben diverso che comprare zaini, scarpe, vestiti, ecc... ed il gap non sarebbe così evidente.
Ma soprattutto, quanto diamine sono fighe le divise scolastiche giapponesi?






Indossare una divisa scolastica, in Giappone è anche un'importante responsabilità. Indossando il logo della tua scuola stai rappresentando questa anche al di fuori dalle mura scolastiche. Ti sarà infatti proibito di svolgere ogni tipo di attività che possa disonorare o portare vergogna alla propria scuola di appartenenza.


Esattamente come negli ambienti vivibili (case, templi, ecc) anche a scuola sarà vietato indossare le scarpe con cui si passeggia all'esterno. Tutti gli studenti dovranno infatti lasciare le proprie scarpe nel loro armadietto o scarpiera, in genere posto all'ingresso della scuola, ed indossare le scarpe da interno (uwabaki 上履き), solitamente di colore bianco.


uwabaki 上履き

Inoltre, al di fuori degli orari dei pasti sarà assolutamente vietato mangiare snack, ramen, onigiri e qualsiasi altro tipo di cibo.

Ma cosa si studia in Giappone?
Il Giappone è il quarto miglior sistema scolastico mondiale per preparazione media degli studenti (l'Italia è diciottesima) ma le materie che svolgono non sono poi così diverse dalle nostre.
Ad esempio alle elementari si studiano materie come: lingua giapponese (hiragana, katakana, kanji), matematica, arte, musica, ed. fisica, ed. civica (da noi questa sconosciuta), economia domestica (dal 5° anno), attività sul territorio (fino al 2° anno), inglese, storia giapponese e storia generale, scienze sociali e naturali.
Arrivati alla chūgakkō (scuole medie), si aggiungono educazione tecnica ed igiene.
Alle scuole superiori si integrano anche il giapponese antico e l'informatica.

Una cosa che non tutti sanno sul sistema scolastico giapponese è che, dopo la guerra, libri di testo e programmi scolastici devono essere revisionati dal ministero dell'educazione che ha però parecchi paletti imposti dalle nazioni vincitrici la seconda guerra mondiale. In Giappone infatti il conservatorismo nazionalistico di una parte del ministero vorrebbe liberarsi da queste limitazioni ed imporre una serie di testi revisionati in cui si cerca un po' di ridimensionare la storia ed il ruolo che il Giappone ha avuto negli scenari asiatici (soprattutto in Korea e Cina) della seconda guerra mondiale.
Un po' come accadde sul finire degli anni 90 quando alcuni testi vennero modificati, provocando il disdegno e la reazione di Cina, Korea e soprattutto USA, che obbligarono il Giappone ad un dietrofront ed al riutilizzo dei vecchi testi.
Non si perde una guerra senza conseguenze.


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