domenica 25 giugno 2017

PERCHÉ LA BUROCRAZIA ITALIANA FA SCHIFO?

COME FUNZIONA LA BUROCRAZIA IN GIAPPONE?


Perché accettiamo i tempi e la burocrazia italiana?




Oggi vorrei farvi riflettere su una questione.
La storia che racconterò è vera al 100% e narra le vicende di un giovane uomo alla ricerca di un documento di guida. Vorrei che spaziaste oltre il semplice documento ed applicaste quanto vi racconterò ad ogni tipo di domanda burocratica attuata in Italia. Dalla carta d'identità alla Bucalossi, alla semplice richiesta di un documento scolastico o universitario.

Durante una delle mie prime esperienze in terra nipponica, avevo deciso di affittare un'auto per viaggiare attraverso il paese. Sai che figo che sarei stato? Occhiali da sole (che in Giappone usano in pochi) e sguardo truce per far sciogliere tutte le signorine.
Chiamai ripetutamente la motorizzazione civile che, come sempre in Italia, non rispose mai.
Mai Mai.
Per niente scoraggiato ed ampiamente abituato all'italico costume, decisi quindi di chiedere alla scuola guida dove mi appoggio sempre quando devo prendere nuove patenti o ho problemi di sorta, e l'istruttore (un mio amico) mi disse di non conoscere bene le regole per guidare in Giappone ma che, sicuramente, l'unico modo legale per guidare lì era il possesso della patente di guida internazionale, modello Ginevra.
Questa patente valida per un solo anno, ti permette di guidare sul suolo straniero di moltissime nazioni, Giappone incluso.
Con tutte le risposte di cui necessitavo in saccoccia, mi recai alla motorizzazione civile della mia zona (30 minuti di macchina da casa), allegro e baldanzoso, col piglio di quello che va a fare il Sebastian Vettel in Giappone, anche se si guida dall'altro verso.
Guida a sinistra nun te temo!

Arrivato alla motorizzazione ben 5 minuti prima che aprissero le porte, ero già il numero 76.
Il 76!!!
Ma che diamine? Ma siamo al concerto dei Guns N' Roses? La gente ha piantato la tenda qui fuori?
Come è possibile?
Chiesi delucidazioni ad un simpatico signore sulla sessantina con due baffi enormi. Non so voi ma a me i baffi mettono serenità.
L'omone che mi ricordava il tipo dell'etichetta della birra Moretti (ecco perché ero andato subito da lui! Aveva qualcosa di frizzantino e rassicurante) mi spiegò in un perfetto dialetto e con parecchie esclamazioni, che non ripeterò per non turbare la quiete della santa trinità, che tutta quella gente era stata mandata a casa il giorno prima perché impossibilitata a concludere le proprie richieste. Una settantina di persone rimandate al giorno dopo.
"Signori, per oggi è tutto! Tornate domani e sticazzi se avete altri impegni. Noi ora abbiamo calcetto e pilates. Hasta la vista companeros!"

Ok... ma io ero arrivato presto... avevo più chance degli altri!
Gli sportelli furono aperti e la fila cominciò a scorrere ad un ritmo di una lentezza disarmante.
-Forse per pranzo torno a casa!- pensai.
Persi tutta la mattinata in fila ma finalmente era giunto il mio turno.
Chiesi delucidazione e la simpatica signora allo sportello confermò quanto aveva detto il mio amico della scuola guida: l'UNICO modo per guidare in Giappone era la patente internazionale di guida modello Ginevra.
Mi diede tutta la documentazione ed i bollettini da pagare e mi disse che una volta pagati i bollettini ed aver preso la marca da bollo, insieme a due fototessere di cui una autenticata, sarei dovuto tornare per consegnare il tutto lì. Alla motorizzazione!
Zan zan zaaaaan!!!


-Ok, ma ci sarà un'altra fila solo per consegnare i documenti, mi auguro- balbettai
-No no, sempre qui- rispose lei col sorriso più serafico del mondo.

Imprecando le mie voglie da pilota e le mie strane idee sulla guida a sinistra mi diressi alle poste.
Volete che vi racconti anche la fila alle poste?
Famo che sta parte la salto. Sono sicuro che questa storia la conoscete tutti.

In conclusione, in Italia, per richiedere questo documento, bisogna prima recarsi alla motorizzazione, fare circa 3/4 ore di fila, ritirare la documentazione per i pagamenti e la registrazione, pagare 41€ tra bollettini e marche da bollo, fornirsi di due fototessere (di cui una autenticata), tornare alla motorizzazione (un altro giorno), rifare la fila, lasciare tutta la documentazione, aspettare dalle 2 alle 3 settimane, tornare alla motorizzazione, rifare la fila e ritirare finalmente il documento.

Totale: 3 viaggi e 3 mattinate buttate.
Soldi spesi: 41€ per la documentazione, 5€ per le foto (non ricordo quanto per l'autenticazione), 10/15€ di benzina, 20/30€ di medicinali per la gastrite.

In conclusione ricevetti finalmente il mio documento, bello ed antico allo stesso tempo (pareva un pagellino delle scuole medie), per poi scoprire che:
1. È possibile risparmiare i viaggi e le code recandosi direttamente all'ACI ma pagando un totale di 76€ al posto di 41. Aspettando sempre 2-3 settimane per il rilascio.
2. Per gli italiani che vogliono guidare in Giappone è sufficiente la traduzione della propria patente, da fare alla motorizzazione civile giapponese, al costo di circa 15€ e con una sola ora di attesa.

Asmodeo il demone dell'ira si stava impadronendo di me. Mi sentivo squassato da vampate di ira mista a voglia di farla finita.
Come sempre faccio in questi momenti, fissai con sguardo vacuo il vuoto fino a che il trambusto nel mio fegato non fu placato.
Ok, l'importante è che finalmente posso guidare in Giappone, al diavolo il resto!
Per la cronaca: l'esperienza fu fantastica. Se volete conoscere le mie esperienza di guida in Giappone, le trovate qui e qui.

Ma non è tutto.
La scorsa primavera, il fratello della mia ragazza giapponese mi invitò al suo matrimonio alle Hawaii.
E che fai? Un giro in moto in lungo e largo per Honolulu e l'isola di Oahu non lo fai? Certo che sì!
Pregustando già l'avventura e non preoccupandomi minimamente per la patente (avevo già guidato negli USA e sapevo che la patente italiana ed europea è accettata) lasciai passare del tempo e prenotai una Bonneville SE; fino a che non venni a sapere che non in tutti gli stati degli USA la nostra patente è valida.
Ci sono 2-3 stati che fanno eccezione e, indovinate un po'?
Esatto! Le Hawaii erano una di queste eccezioni.
La moto era già stata pagata e bloccata, e Asmodeo stava rinascendo in cuor mio. Mancava poco più di una settimana dal mio viaggio in Giappone, dal quale, poi mi sarei imbarcato verso le Hawaii dopo altri 10 giorni.

Triumph Bonneville SE

Conti alla mano, forse la mia ragazza giapponese avrebbe fatto in tempo a fare la patente in Giappone, in modo da averla poco prima di partire.
Lei mi rassicurò che si sarebbe occupata della cosa. È una ragazza molto coscienziosa oltre che giapponese (quindi molto precisa), e non mi preoccupai più della cosa.

Arrivato in Giappone, a soli 9 giorni dalla partenza per Honolulu, le chiesi a che punto era la pratica per la richiesta della patente internazionale di guida modello Ginevra.
Lei, con tutta la tranquillità del mondo, mi rispose:
-Ancora non sono andata. Pensavo di andarci la prossima settimana!-

-La prossima settimana??? A due giorni dalla partenza? Ma scherziamo???
Vatti a fidare dei giapponesi! Ed io che credevo tu fossi una ragazza affidabile!-
Il mio pressing fu talmente asfissiante che, sfinita, acconsentì di andarvi insieme a me il giorno seguente.
Quello che accadde poi ha dell'incredibile...

Come tutte le volte ci spostammo con i mezzi ed arrivammo nell'ufficio adibito alla richiesta delle patenti in una ventina di minuti; alle 5 di pomeriggio!
Da noi il pomeriggio la motorizzazione è chiusa!!!
Di fronte a noi solo 2 persone in fila ed un addetto che si affiancò alla mia ragazza e dopo averci scambiato due parole, tornò con un documento da compilare.
Dopo pochissimi minuti fu il nostro turno. Lei aveva con se le foto tessere, consegnò il documento appena riempito, pagò qualcosa come 2000Yen (l'equivalente di 16-17€) direttamente all'addetto allo sportello, e poi fu invitata a sedere.
Io non capivo... Cosa sta succedendo?
Avevo fatto tre viaggi, file infinite, aspettato tempi biblici per ritirare un documento.
Le chiesi delucidazioni:
-Hanno detto di attendere-
-Attendere che???- risposi ansimante
-Che ci diano il documento- mi rispose sorridendo.

Cosa avevo appena sentito?
Nemmeno il tempo di realizzare, che l'addetto allo sportello aveva il documento pronto, al quale mancava solo la sua firma da apporre.
Tempo totale: 15 minuti.


15 MINUTI!!!


15 MINUTI!!!


15 MINUTI!!!
Rimasi in silenzio per tutto il tragitto, con lei confusa dal mio atteggiamento.
Com'era possibile?
Come puoi, tu, stato italiano, giustificarmi tutto ciò?
Va bene che i giapponesi sono un popolo efficiente e noi degli scansafatiche, ma questo basterebbe a giustificare tempi di 3 settimane contro tempi di 10 giorni... toh! voglio arrivare anche ad una settimana!
Ma come è possibile che in un altro paese quello stesso documento, uguale in tutto e per tutto al mio, costi meno e richieda 15 minuti contro le mie 3 settimane, sommate alle ripetute visite allo sportello?

Perché tutto questo accade?
In effetti, se ci pensate, il modello è prestampato. A questo bisogna spillare la fototessera, mettere due timbri e due firme.
Ci siamo mai fermati a riflettere sul perché ci vogliono 3 settimane per ritirare un documento?
Ma soprattutto, perché nessuno si è mai posto il problema o si è ribellato a questa usanza tutta nostra del creare la figura del burocrate, che allunga i tempi e che, fondamentalmente, firma e timbra.

Perché?

Devo fuggire da questo paese... non vi è luce in fondo al tunnel, solo un altro tunnel.

Patente internazionale di guida giapponese (mod. Ginevra)

Patente internazionale di guida italiana (mod. Ginevra)