Visualizzazione post con etichetta cultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cultura. Mostra tutti i post

lunedì 18 dicembre 2017

LA SCUOLA IN GIAPPONE

LA SCUOLA IN GIAPPONE

Com'è organizzata e cosa studiano i giapponesi a scuola?



Molti di voi, appassionati di anime e manga, sapranno già molto su questo argomento, anche se, a dire il vero, tantissime volte il doppiaggio o la traduzione italiana creano un po' di confusione.
Ricordo ad esempio il caso di GTO, ambientato in una scuola che sarebbe l'equivalente delle nostre scuole medie, che però fu cambiato, in fase di doppiaggio, in scuola superiore a causa dei temi affrontati.
Ma non perdiamoci in chiacchiere...

Per chiunque di voi si fosse perso questo capolavoro
di Tooru Fujisawa, correte ai ripari...

La scuola giapponese è diversa dalla nostra per molti aspetti.
In primis, l'anno scolastico non inizia a settembre bensì ad aprile (il primo aprile) e si conclude la fine di marzo. In genere gli studenti giapponesi hanno una o due settimane di vacanza tra la fine dell'anno scolastico (marzo) e l'inizio del nuovo e non 3 mesi di vacanze come noi in Italia.
Poracci!
Il loro calendario scolastico comprende circa un mese scarso di vacanze ad agosto, una settimana nel periodo di capodanno, la golden week (o settimana d'oro, a maggio) che poi vera e propria settimana non è quasi mai (sono in generale 3-4 giorni che nel migliore dei casi potrebbero sommarsi al fine settimana, diventando addirittura 5 giorni! Troppa grazia) e quelle che noi chiamiamo "feste comandate", ossia le giornate di festività religiosa (in Giappone le religioni più praticate sono lo shintoismo ed il buddismo).
A conti fatti i giappi vanno a scuola circa un mese in più l'anno rispetto ad uno studente italiano.

La stessa suddivisione del sistema scolastico differisce di parecchio da quello italiano.
Le scuole dell'obbligo comiciano a 6 o 7 anni. A differenza del nostro sistema che distribuisce gli alunni nelle varie classi a seconda dell'anno di nascita, in Giappone si distinguono quelli nati prima e dopo aprile di un determinato anno. Perché aprile? Perché ad aprile, come abbiamo detto, inizia l'anno scolastico.
Esempio: la classe scolastica 2017 che inizierà il primo anno di scuola elementare, sarà composta da tutti quelli che avranno già compiuto 6 anni entro il 1° Aprile 2017 e che compieranno 7 anni entro il 31 Marzo 2018. Capiterà quindi che un nato nel vostro stesso anno potrebbe non essere iscritto alla vostra stessa classe ma ad una superiore o inferiore.


Altra differenza importantissima è proprio l'organizzazione e la suddivisione del sistema scolastico.
Come abbiamo già detto, la scuola materna non è scuola dell'obbligo; quest'ultima inizia a tutti gli effetti con la scuola elementare (小学校 shōgakkō) ed ha la durata di 6 anni.
A questa segue la scuola media di basso grado o junior high school (中学校 chūgakkō), della durata di 3 anni; l'equivalente delle nostre scuole medie.
Terminate queste si passa alla scuola media di altro grado o high school (高等学校 kōtōgakkō, abbr. 高校 kōkō), anche questa della durata di 3 anni.
Al termine della kōtōgakkō (scuola superiore), si conclude anche il ciclo della scuola dell'obbligo, a cui segue l'università (大学 daigaku; 学士課程 gakushi-katei) della durata di altri 4 anni.
Per le discipline medico-sanitarie, i 4 anni non sono sufficienti ed a questi andranno aggiunti altri 5-6 anni tra master e specializzazioni.
In conclusione uno studente giapponese entra a scuola a 6 anni compiuti e conclude la sua carriera di studente dell'obbligo a 18 anni compiuti.


Altro aspetto importantissimo sono i test d'ingresso.
Il sistema scolastico giapponese è per certi versi simile a quello americano e predilige la scuola privata a quella pubblica, ritenuta poco valida (un po' il contrario di quello che accade in Italia, dove le scuole private paritarie sono spesso utilizzate dagli studenti meno brillanti per recuperare anni di scuola persi o per conseguire il diploma in maniera "più agevole", mentre le pubbliche sono generalmente più difficili). Le scuole più valide e le più famose sono tutte scuole private e l'ingresso a queste è consentito solo tramite superamento di un test preliminare.
I ragazzi giapponesi studiano moltissimo per superare questi test che sono estremamente difficili e non possono essere affrontati con una preparazione generica (specialmente quelli universitari). Entrare in una buona università, in un sistema lavorativo come quello giapponese che offre moltissimi sbocchi, è un aspetto fondamentale della vita di un ragazzo. Questo deciderà il suo futuro economico e sociale. Per questo le famiglie giapponesi preferiscono iscrivere i propri figli in scuole private che possano garantire una buona preparazione e l'accesso a scuole secondarie importanti, che a loro volta garantiranno l'accesso a scuole superiori prestigiose che saranno un ottimo trampolino di lancio per le migliori università del paese e quindi per degli ottimi posti di lavoro.
Per arrivare a questo, molti studenti giapponesi, alla fine della normale giornata scolastica (che va dalle 8.50 alle 16.00) frequentano corsi serali che li tengono occupati tutto il giorno fino a notte tarda. Questo accade generalmente durante le scuole elementari e, in alcuni casi, anche le medie. Poi, avendo la fortuna di entrare nelle migliori scuole, si ha sempre meno bisogno dei corsi serali.


Come vi ho già detto, l'orario scolastico inizia alle 8.50 di mattina e si conclude alle 16.00, dal lunedì al venerdì mentre il sabato le scuole rimangono aperte solo la mattina.
Ogni scuola ha una propria mensa e dopo il pranzo, generalmente, gli studenti frequentano lezioni meno impegnative come: arte, musica, educazione fisica, scienze sociali e naturali, ecc.
Ogni scuola, oltre al corpo insegnanti, ha un usciere che all'ingresso dell'istituto "sorveglierà" la scuola. Escluso l'usciere e gli insegnanti non vi sono altre figure professionali: né bidelli né assistenti alle pulizie. Tutto questo perché la pulizia ed il mantenimento della scuola sono a carico dell'intero corpo studentesco. Sin dalla prima elementare (6 anni) gli studenti giapponesi dovranno occuparsi della pulizia delle proprie aule, dei bagni, dei corridoi, degli esterni della scuola, dei giardini, della palestra, ecc.
Atto imprescindibile dell'istruzione e della formazione di uno studente, la pulizia, come la cucina o l'organizzazione è un aspetto che i giapponesi prendono con molta responsabilità. Vedere bambini di 6 anni che puliscono pavimento, banchi, vetri, lavagne e bagni è qualcosa di sconvolgente per occhi come i miei, nativi di una terra di mammoni e bamboccioni (tipo me!).

Nel giardino scolastico sono presenti persino un orto, un recinto per i conigli ed una vasca con le carpe koi. La cura di questi è compito degli studenti (soprattutto quelli delle elementari) ed è considerato un importante momento di apprendimento per il bambino che potrà così imparare di più sulla natura e verrà responsabilizzato sui propri compiti.
Quasi tutti gli ortaggi piantati e curati dagli studenti, verranno poi utilizzati a mensa e serviti dagli stessi studenti ai loro compagni di scuola. Ogni attimo ed ogni attività è un momento importante di apprendimento.

Vasca con carpe koi

Recinto degli animali (conigli e galline)

Orto scolastico

Ogni scuola è provvista di palestra e campo all'aperto per l'attività fisica, ritenute dai giapponesi importante in egual modo alle attività di apprendimento. In alcuni casi anche piscina.
I ragazzi e le ragazze più popolari nelle scuole sono i migliori in entrambi gli ambiti (quello scolastico e quello sportivo).
Vengono inoltre periodicamente affissi i risultati scolastici di tutti gli studenti di tutte le classi (in centesimi, X/100) in modo da stabilire i migliori della scuola. Questo genera una competizione che, benché da un lato sproni lo studente a dare sempre il massimo nello studio, dall'altro, in alcune circostanze, porta persino a gesti estremi (come il suicidio) per la vergogna del fallimento.




Un'altra sostanziale differenza sta nei mezzi di trasporto con cui gli studenti giungono a scuola.
Già a 6 anni, con l'inizio delle lezioni, gli studenti giapponesi si recheranno a scuola da soli ed impareranno ad utilizzare i mezzi pubblici, a camminare in mezzo alla folla, ad arrivare puntuali; tutto questo in qualsiasi condizione meteo. Che piova o nevichi o che ci siano 40 gradi con un'umidità del duemila per cento, loro muoveranno le loro gambine e si recheranno puntuali al loro istituto scolastico autonomamente, senza genitori che li accompagnano fin sotto le porte della scuola.
Alcune scuole vietano, nel loro regolamento, ai genitori di accompagnare i propri figli a scuola in auto, in modo da evitare ingorghi, creare fastidio per gli abitanti della zona e ovviare a possibili incidenti stradali.
È vero che tutto questo è permesso anche dal fatto che il Giappone sia un paese sicurissimo in cui raramente si assiste a scene come rapimenti, violenza su minore, omicidi, ecc., però è anche vero che c'è una mentalità completamente diversa rispetto all'Italia, dove invece la nascita di un figlio squilibra le normali dinamiche famigliari, accentrando tutte le attenzioni dei genitori "italioti" verso il nuovo arrivato.
Siamo un popolo possessivo e ansiogeno, non possiamo negarlo.
Questo comportamento dei giapponesi ed anche gli altri aspetti prima citati portano un ragazzino giapponese di 10 anni ad essere molto più maturo e responsabile rispetto ad un pari età italiano.
Dovremmo forse prendere qualche spunto?

Altra peculiarità della scuola giapponese è la presenza dei club scolastici. Cosa sono? Molti di voi già lo sapranno, avendo fatto incetta di manga ed anime a tema scolastico. Sono delle vere e proprie associazioni, autogestite dagli stessi ragazzi (che faranno riferimento ad un professore), a tema specifico che potrà essere sportivo, di arte, culturale, hobbies, insomma; attività di ogni genere. Questo permette l'integrazione di studenti di diverse età ed inoltre promuove ed incentiva le attività extra scolastiche.
La giornata media di un ragazzino giapponese si svolge a scuola: lezioni la mattina, lezioni più leggere nel pomeriggio fino alle quattro e poi attività extrascolastiche con il proprio club di appartenenza, che possono tenere impegnati i ragazzi fino a tardi.
Ogni scuola ha svariati club; i più importanti sono sicuramente i club sportivi che permettono la creazione di veri campionati nazionali studenteschi, trampolino di lancio della maggioranza degli atleti giapponesi. I calciatori Nagatomo ed Honda (ma anche Nakata, molti giocatori di baseball, pattinatrici e ginnaste olimpioniche giapponesi) hanno cominciato da qui; dal club scolastico.
L'importanza di aderire ad un club scolastico è quindi doppia: permette la formazione di nuovi campioni del futuro e dà prestigio e visibilità alla scuola di appartenenza. Inutile dirvi quanto siano popolari, all'interno di una scuola, gli iscritti ad un club di successo.

Parliamo ora di un altro aspetto importante delle scuole giapponesi: le divise scolastiche.
Sfatiamo un mito: non è vero che tutte le scuole giapponesi obbligano gli studenti ad indossarne una. In alcuni istituti non sono nemmeno in dotazione.
Ad esempio nelle scuole elementari è meno frequente l'obbligo delle divise rispetto alle scuole superiori.
Il paragone con l'Italia viene comunque naturale: grembiulino VS divisa scolastica


Qui ora si aprirà l'eterno dibattito tra chi è a favore della divisa scolastica e chi è contrario. Io ero il primo ad odiare quel caxxo di grembiule blu. Brutto brutto! Il colletto poi? brrrrrr...
Tanti piccoli frati in blu. Dei frati puffosi.
Però ricordo pure che durante le scuole medie, ricevetti i miei primi "perculamenti" perché il mio zaino non era l'ultimo modello Seven o Invicta, perché le mie scarpe non erano Nike (avevo 12 anni! E benché non provenga da una famiglia povera, i miei genitori non hanno mai badato a queste cose), perché indossavo ancora i maglioni di lana fatti a mano da mia nonna (che tra l'altro adoravo). Sì, ok! Li ho indossati fino ai 16 anni, lo ammetto... ma a me piacevano!!!

Prima media. Lo sfigato col maglioncino di Paperino sono io.
Amo quella maglia!!!

Comunque ricordo ancora il senso di inadeguatezza che provavo quando gli altri ragazzini mi sfottevano per queste cose, e condivido totalmente l'idea dell'obbligo di una divisa scolastica fino alla fine delle superiori.
Molti affermano che sarebbe come annullare le personalità delle persone; uniformarle, e che poi, comunque, i ragazzini punterebbero l'attenzione su altro come quaderni, diari ed astucci (non zaini e scarpe perché nella divisa scolastica giapponese sono inclusi), e la discriminazione non finirebbe.
Può darsi, non lo so. So per certo che per una famiglia, comprare quaderni ed astucci ha un peso ben diverso che comprare zaini, scarpe, vestiti, ecc... ed il gap non sarebbe così evidente.
Ma soprattutto, quanto diamine sono fighe le divise scolastiche giapponesi?






Indossare una divisa scolastica, in Giappone è anche un'importante responsabilità. Indossando il logo della tua scuola stai rappresentando questa anche al di fuori dalle mura scolastiche. Ti sarà infatti proibito di svolgere ogni tipo di attività che possa disonorare o portare vergogna alla propria scuola di appartenenza.


Esattamente come negli ambienti vivibili (case, templi, ecc) anche a scuola sarà vietato indossare le scarpe con cui si passeggia all'esterno. Tutti gli studenti dovranno infatti lasciare le proprie scarpe nel loro armadietto o scarpiera, in genere posto all'ingresso della scuola, ed indossare le scarpe da interno (uwabaki 上履き), solitamente di colore bianco.


uwabaki 上履き

Inoltre, al di fuori degli orari dei pasti sarà assolutamente vietato mangiare snack, ramen, onigiri e qualsiasi altro tipo di cibo.

Ma cosa si studia in Giappone?
Il Giappone è il quarto miglior sistema scolastico mondiale per preparazione media degli studenti (l'Italia è diciottesima) ma le materie che svolgono non sono poi così diverse dalle nostre.
Ad esempio alle elementari si studiano materie come: lingua giapponese (hiragana, katakana, kanji), matematica, arte, musica, ed. fisica, ed. civica (da noi questa sconosciuta), economia domestica (dal 5° anno), attività sul territorio (fino al 2° anno), inglese, storia giapponese e storia generale, scienze sociali e naturali.
Arrivati alla chūgakkō (scuole medie), si aggiungono educazione tecnica ed igiene.
Alle scuole superiori si integrano anche il giapponese antico e l'informatica.

Una cosa che non tutti sanno sul sistema scolastico giapponese è che, dopo la guerra, libri di testo e programmi scolastici devono essere revisionati dal ministero dell'educazione che ha però parecchi paletti imposti dalle nazioni vincitrici la seconda guerra mondiale. In Giappone infatti il conservatorismo nazionalistico di una parte del ministero vorrebbe liberarsi da queste limitazioni ed imporre una serie di testi revisionati in cui si cerca un po' di ridimensionare la storia ed il ruolo che il Giappone ha avuto negli scenari asiatici (soprattutto in Korea e Cina) della seconda guerra mondiale.
Un po' come accadde sul finire degli anni 90 quando alcuni testi vennero modificati, provocando il disdegno e la reazione di Cina, Korea e soprattutto USA, che obbligarono il Giappone ad un dietrofront ed al riutilizzo dei vecchi testi.
Non si perde una guerra senza conseguenze.


Come sempre, se questo articolo vi è piaciuto, lasciate un bel polliocione 👍 sulla pagina FB, commentate e condividete amisci... codividete...

venerdì 21 luglio 2017

MESTIERI CHE PUOI TROVARE SOLO IN GIAPPONE

I MESTIERI PIÙ BIZZARRI DEL GIAPPONE




L'OMINO LAMPEGGIANTE
Nei comuni cantieri giapponesi non esiste una luce segnaletica lampeggiante come qui in Italia, ma l'incarico del cono di segnalazione viene affidato ad un simpatico omino che, con un lampeggiante in mano, si agiterà per avvisare automobilisti e pedoni dei lavori in corso. Impassibile ed instancabile, non smetterà di agitare la sua torcia di segnalazione in nessun caso; nemmeno alle 4 di notte, nemmeno se la strada è deserta, mai e poi mai.



IL TIFOSO DA SALAGIOCHI
L'esperienza in una sala giochi giapponese è qualcosa che tutti noi dovremmo provare nella vita. Un caleidoscopio di luci, colori e musiche che manco al luna park. Giochi di ogni genere, vecchi e nuovi, ufo catcher e purikura (delle cabine per foto tessere personalizzabili). In mezzo a questo paese dei balocchi esiste la figura professionale più bella del mondo; quella per la quale abbandonerei tutto e mi trasferire in Giappone. Il tifoso da salagiochi.
Trattasi di un addetto alla sala, di supporto per tutti i giocatori, pronto a spiegare il funzionamento di qualsiasi gioco, risolvere ogni possibile problema e... fare il tifo per te!
Avete capito bene. Questi professionisti ultras made in Nintendo&Sega si sistemeranno alle vostre spalle mentre sarete intenti a giocare e vi supporteranno con incitamenti, urla e cori da stadio.
Mamma, perché mi hai partorito in Italia?



HOSTESS & HOST
In una società in cui l'affetto sociale (ed anche famigliare) è, per così dire, "freddino", ecco che nasce una figura professionale unica nel suo genere.
Non sono prostitute, non sono spogliarelliste né accompagnatrici (idem per gli uomini). Quello della hostess e dell' host è un mestiere di difficile comprensione per noi europei. Trattasi infatti di una figura rassicurante, pronta ad ascoltarci e sì, di bella presenza. Queste belle ragazze e questi aitanti giovanotti offrono del "supporto sociale" a persone sole, senza affetti famigliari o semplicemente in cerca di attenzioni da parte di una giovane ragazza o ragazzo. A proposito: non crediate che i club per donne siano meno dei club per uomini... il rapporto non sarà magari di 1 a 1 ma siamo vicini.
Qui trovate l'articolo di GIAPPONIAMO che spiega meglio il fenomeno



BUTTADENTRO NEI TRENI
Li adoro! Sembrano dei capostazione tutti eleganti nella loro uniforme, con guanti bianchi al seguito. Numerosissimi alle fermate più affollate del Giappone, pronti a scattare in caso di necessità.
Cosa fanno?
ENTRANO LA GENTE!
Spingono spingono e spingono fino allo sfinimento, stipando più gente possibile dentro vagoni stracolmi e senza ossigeno. Scene oltre ogni umana immaginazione. Gente schiacciata alle vetrate, altra incastrata tra ammassi di carne che nemmeno il "twister" nei mitici anni 90.
E loro lì, che spingono... e che entrano la gente.
La nemesi di Herbert Ballerina che voleva fare l'usciere...



L'OMINO URLANTE COL MENÙ
Nelle nostre città d'arte magari si può anche riscontrarne l'italica variante di questa figura professionale che personalmente mi sta molto simpatica. L'uomo all'esterno del locale che "cattura" turisti e clienti mostrando il menù e decantando le lodi del suo ristorante o bar.
La variante giappa però ha lo sprint nipponico che brucia la concorrenza.
L'omino col menù infatti urla! Urla alla grande!
Certe grida da farti accapponare la pelle e balzare improvvisamente, che l'agguato del tuo gatto quando esce all'improvviso dall'armadio è acqua e zucchero! Certi colpi di panico misto a sorpresa che ti portano alla bocca le peggiori esclamazioni del mondo.
Gli omini col menù (ma sono spesso anche donne) si aggirano nel quartiere alla ricerca di clienti e, una volta addescato qualcuno, lo si accompagna sino all'ingresso, ritirandosi poi con ossequiosi saluti e duemila inchini per tornare ai propri compiti. Urlare! Urlare a squarcia gola!

Questa donnina urlante anticipa la prossima categoria

CAMERIERA MAID
Le cameriere nei Maid Cafe sono delle semplici cameriere vestite in stile vittoriano. Esistono infatti in Giappone specifici locali (tali Maid Cafe) in cui la clientela, generalmente maschile, si intrattiene sorseggiando un caffè o un tè verde e mangiando dolci, mentre queste signorine in abiti vittoriani (alcune volte succinti), li servono con attenzioni superiori alla norma. Un po' come farebbe una colf o una cameriera personale.
Torniamo a battere sul solito punto: molti giapponesi ne hanno bisogno.



TUTTOFARE NELLE RYOKAN
Siete mai stati in una ryokan? Se sì allora avrete già capito di cosa vi sto per parlare, se no vi consiglio vivamente l'esperienza.
Le ryokan sono tipici "alberghi" giapponesi la cui struttura risale al periodo Edo. Sono quindi dei posti in cui soggiornare, respirando l'aria della pura tradizione giapponese, dormendo in futon sul tatami, indossando comodi abiti dal taglio giapponese ed i famosi sandali ad infradito stile Sampei Nihira.
La cena e la colazione vengono serviti in camera e sono composti da specialità del posto preparate ad arte che richiamano la cucina di un tempo.
In questi "stargate" verso il passato noterete che, al vostro arrivo, saranno delle donne ad occuparsi dei vostri bagagli (ma non solo: anche di sistemarvi la stanza, di servirvi cena e colazione, ecc).
Minute, spesso anziane e vestite in kimono o yukata, caricheranno i vostri bagagli con una forza disumana che vi farà apparire forti ed aitanti come il sig. Montgomery Burns. E a nulla varranno i vostri tentativi di puro italico orgoglio nell'evitare alla nonnina di turno uno sforzo del genere. Si sentiranno offese se non le lascerete fare il loro dovere. Forti e fiere, made in Japan.




GEISHA & MAIKO
C'è tantissima disinformazione su cosa sia realmente una Geisha o una Maiko.
In Italia abbiamo l'errata convinzione che la Geisha sia l'equivalente di una cortigiana, il cui compito è quello di intrattenere gli uomini con prestazioni sessuali. Questa figura in realtà esisteva davvero ma era chiamata Oiran e si distingue dalle Geishe perché indossa l'obi (la cintura del kimono legata con un fiocco) sul davanti, mentre le Geishe posteriormente. Il perché è semplice: le Oiran dovevano vestirsi e svestirsi continuamente. Avete presente quanto sia difficile indossare un kimono??? Ve lo dico io, livello difficoltà: toccarsi il naso con la lingua mentre si muovono le orecchie.
Ma allora cosa sono le Geishe? E le Maiko?
Sono delle artiste che si occupano dell'intrattenimento suonando, cantando, danzando e recitando. Sono delle figure molto eleganti che hanno bisogno di anni ed anni di pratica prima di diventare Geishe. La Maiko infatti non è che un'apprendista Geisha, impegnata nella formazione e nello studio delle arti.
Tutt'oggi in Giappone, sebbene in maniere ridotta, esiste ancora questa figura professionale molto ricercata e... moooolto costosa.



LA COSTUMISTA
Nelle città giapponesi che non si sono completamente arrese alla totale modernità ma che hanno mantenuto forti legami con il passato e le tradizioni, esistono dei negozi in cui è possibile affittare dei kimono per uno o più giorni.
Questo permette a molti turisti (non solo giapponesi) di rivivere appieno l'atmosfera di un Giappone che fu, in totale contraddizione con la modernità odierna, ed anche di fare del sano Cosplay (travestimento) che i giapponesi tanto amano.
La vestizione dura dai 30 ai 40 minuti e nel caso delle donne anche più, visto che oltre al kimono bisogna sostare dal parrucchiere che sistemerà l'acconciatura in stile Edo.
Anche in questo caso sono alcune donne ad occuparsi della vestizione, un'arte antica e complessa. Indossare un kimono è una cosa complicatissima! Il nodo della cravatta in confronto è uno scherzetto per mocciosi.
Comunque, se ve lo state chiedendo, sì!: è abbastanza imbarazzante stare in mutande di fronte a delle simpatiche vecchiette tutte intente a vestirvi. Ancor di più quando l'addetta alla vestizione non è poi così vecchia, magari under 30 ed anche moooolto carina. Difficilissimo! Giuro!


mercoledì 28 giugno 2017

GRUPPI SANGUIGNI E PERSONALITÀ


GRUPPI SANGUIGNI

Sapevate che in Giappone i gruppi sanguigni sono un po' come il nostro oroscopo?



Ariete: è l'anno dell'Ariete. Allontanarsi dai binari
Toro: questa settimana, dentro di voi, alberga il maligno
Gemelli: ampio parcheggio custodito
Cancro: Venere entra in Marte nella seconda quadratura. Numero fortunato: 755
Leone: umidità! Non bevete gassato
Vergine: chiuso il martedì
Bilancia: periodo d'oro. Allacciate le cinture di sicurezza
Scorpione: è l'anno dello Scorpione. Amore: bene, Salute: bene, Lavoro: ciao e grazie
Sagittario: voi del sagittario giocatevi il 3 ed il 34. Per voi del sagittario questi numeri usciranno, per tutti gli altri: NO!
Capricorno: vi mettete a dieta. In 2 settimane perderete 3000€
Acquario: 'sta settimana siete un po' litigiosi
Pesci: avrete belle soddisfazioni... ma non oggi, tra 7 anni.

Paolo Fox scansate proprio che l'oroscopo alla Nino Frassica è mejo!!!

Scemenze a parte, non sono mai stato un gran lettore dell'oroscopo e non vi ho mai creduto molto. Ammetto però di rimanere scioccato quando incontro qualcuno per la prima volta che mi inquadra immediatamente ed indovina il mio segno zodiacale dopo solo pochi minuti.
La mia ignoranza in materia è talmente vasta che non mi permette una critica o meno all'astrologia.
Personalmente non controllo mai l'oroscopo ma non critico chi lo fa.

In Giappone invece non si controlla l'oroscopo. Si pensa che non sia il giorno della vostra nascita a stabilire la vostra personalità, bensì il vostro gruppo sanguigno.
Ricordo che una delle prime volte che mi trovai a colloquiare con una persona giapponese, questa mi chiese il mio gruppo sanguigno.
Io nemmeno lo ricordavo!
Per lei fu scioccante.


Pare infatti che ad ogni gruppo sanguigno sia attribuita una peculiarità. 

GRUPPO A: a questo gruppo appartengono persone oneste, sensibili, pazienti, responsabili e prudenti. "Bello!" direte voi... sì... ma ora vengono anche gli aspetti negativi.
Pare che le persone con gruppo sanguigno A siano anche molto fastidiose, testarde, ansiose, ossessive e pessimiste.

GRUPPO B: le persone con questo gruppo sanguigno sono generalmente persone appassionate, attive, creative, affettuose, flessibili, allegre ed ottimiste. Tra i lati negativi vi sono: l'irresponsabilità, la scarsa memoria, l'egoismo, la pigrizia, l'impazienza e l'inaffidabilità.

GRUPPO AB: in questo gruppo troviamo persone pacate, controllate, razionali, socievoli, intelligenti ed adattabili. L'altro lato della medaglia li vede come dei gran criticoni, perennemente indecisi, rancorosi, vendicativi, lunatici e spesso con una doppia personalità.

GRUPPO 0: qui troviamo individui fiduciosi, determinati, ambiziosi, volitivi, intuitivi, competitivi, piacevoli ed atletici. Ma anche: egocentrici, freddi, aggressivi, imprevedibili, arroganti, invidiosi e... badate bene... spietati!!!


Pare inoltre che l'accoppiamento di questi gruppi nel formare una relazione sia importante. Alcuni gruppi sono, a detta dei giappi, più compatibili di altri.


Ci sarebbero addirittura dei cibi più salutari e dei cibi preferiti per alcuni gruppi rispetto agli altri.

La teoria dei gruppi sanguigni è una teoria dell'inizio del '900, con basi razziste, atta a dimostrare le differenze razziali tra i vari popoli. Successivamente i tedeschi (ma anche gli inglesi) la utilizzavano a dimostrazione della supremazia della razza ariana rispetto alle altre razze.
Quando questa teoria giunse in Giappone (nel 1927) venne commissionato uno studio per capire la differenza tra le differenti sotto-etnie del paese; tipo gli ainu dell'Hokkaido ed i formosiani di Taiwan. In quel periodo l'isola di Taiwan (Formosa per i portoghesi) era sotto il dominio imperiale giapponese.
In effetti, a differenza di altre popolazioni (soprattutto quella caucasica dove predomina il gruppo sanguigno di tipo A), in Giappone il gruppo predominante è il B.

Questa teoria, non supportata da nessuna evidenza scientifica scemò negli anni successivi fino ad arrivare agli anni settanta, quando tal Masahiko Nomi, un giornalista televisivo senza nessuna competenza in ambito medico o genetico, pubblicò un libro in cui riportava in auge questa antica teoria che prese subito piede come moda del momento.
Da allora, tutti i giapponesi (ma anche altri popoli asiatici come la Corea del Sud) credono a questa "teoria" dell'associazione tra personalità e gruppo sanguigno.
Non vi sarà infatti difficile trovare manga o anime in cui, nella descrizione dei personaggi, oltre alle solite informazioni (età, colore dei capelli, altezza, ecc ecc) sarà evidenziato anche il gruppo sanguigno.

Come per l'oroscopo, il volume economico dietro a questa teoria è grandissimo: libri sull'argomento, integratori specifici a seconda del proprio gruppo sanguigno, cibi, bevande, addirittura saponi!



Che voi siate A, B, AB o O, non importa, l'imponente macchina commerciale giapponese ha già pensato a tutto.
Buon sangue non mente...



DISTRIBUTORI AUTOMATICI GIAPPONESI


I 17 TIPI DI DISTRIBUTORI AUTOMATICI PIÙ BIZZARRI DEL GIAPPONE



Per chi di voi ha già avuto la fortuna di visitare il Giappone, sapete di cosa parlo.
Il Giappone (tutto!) è disseminato di distributori automatici di ogni tipo, in cui è possibile comprare le cose più impensabili; in questo articolo proverò a descriverne alcuni.

1. BEVANDE

Cosa volete che ci sia di strano? Anche in Italia è pieno di distributori di bevande.
Sì! Ma non così tanti!!!
Decine e decine di tipi diversi di tè, altrettanti di caffè, acqua di ogni tipo e bevande di ogni genere, persino al gusto "sakura" (albero di ciliegio). Nel mio caso, la scelta di una bevanda prevede dai 6 a 7 minuti di analisi e profonda riflessione, vista la stragrande offerta.


2. I DISTRIBUTORI DI HELLO KITTY

Ebbene sì! Esistono anche questi. Con bevande griffate HK ecc ecc. Un minuto di silenzio.


3. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI CIBO GIAPPONESE

Hai una fame pazzesca ma non trovi un ristorante aperto? (Davvero difficile in Giappone ma, non si sa mai). Nessun problema!
Zac! Distributore automatico di cibarie varie. Ma attenzione! Nulla di imbustato o sottovuoto, tutto caldo e fumante.


4. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI CIBO DA STRADA

Qui potete trovare diversi tipi di cibo che generalmente trovate nei chioschetti alle fiere. Patatine, hot-dog, takoyaki, riso saltato, e... sacrilegio... spaghetti!!! Avete capito bene.
Spero che mia nonna non veda mai tutto ciò.


5. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI RAMEN


Poteva mancare a questa lista uno dei cibi più rappresentativi del Giappone? Certo che no!
Un bel ramen fumante da mangiare a pausa pranzo, con la stessa ingordigia di Naruto.


6. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI GELATI

"Il carretto passava e quell'uomo gridava gelati"... no! In Giappone no. Nemmeno il camioncino. Tutto automatico; distributore anche per i gelati. E muti!

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO E SCOPRIRE TUTTI I 17 TIPI DI DISTRIBUTORI PIÙ BIZZARRI DEL GIAPPONE ➨ CONTINUA

sabato 8 aprile 2017

KANAMARA MATSURI: LA FESTA DEL PENE

KANAMARA MATSURI

Quando il pene diventa il protagonista di una festività



Esiste in Giappone una festa molto particolare in cui migliaia di persone si riuniscono ogni prima domenica di Aprile per inneggiare ed acclamare il pene.
Ebbene sì! Proprio lui. Il ciclope calvo, il fungo boletus rosa, il simpatico e primordiale organo di pensiero degli uomini, prima ancora del cervello.
L'uomo, si sa, prima di attivare delle connessioni neuronali cerebrali deve bypassare il proprio organo sessuale, altrimenti le due schede vanno in conflitto e sapete tutti come finisce... Vince il simpatico omino rosa.
Le donne invece non hanno questa fortuna e devono ragionare sempre e solo con un cervello. Deve essere davvero limitante. Ciù is megl che uan!



Fatto sta che ogni prima domenica d'Aprile, numerose famiglie e single giapponesi si riversano nelle strade di Kawasaki per festeggiare la fertilità, assistendo a sfilate di statue enormi a forma di pene, baldacchini con peni d'ebano, ragazze che cavalcano missili lignei di fallica forma manco fossero delle cavallerizze di un rodeo texano, centinaia di persone che degustano lecca lecca dalla forma ambigua (manco tanto!) e soprattutto lui, il mistico essere con la proboscide al posto del naso: il PENEFANTE.
Il penefante ha una certa età e si vede, ma lui se ne frega di ciò che pensa la gente e vaga tronfio per le strade di Kawasaki mostrando la sua proboscide rosa come a dire spavaldo "la mia è più grande".
Scene di ordinaria follia.

Il mitologico Penefante

In realtà la festa avrebbe anche un'origine abbastanza seria. Sebbene ad oggi sia intesa come celebrazione della fertilità e in moltissime vi si recano per pregare e chiedere una gravidanza, un dolce parto e l'armonia familiare, in passato era luogo di preghiera in cui, soprattutto le prostitute, invocavano la protezione degli dei verso le malattie sessualmente trasmissibili.
Ancora oggi nella scia di quelle antiche tradizioni l'incasso della festa viene devoluto alle associazioni per la lotta all'AIDS, ma la festa ha acquistato un aspetto molto più folkloristico e meno "spirituale".






Non vi è moltissimo altro da aggiungere sulla manifestazione, le immagini parlano da sole però, se doveste trovarvi in Giappone la prima domenica di Aprile, fossi in voi un salto ce lo farei pure.
Attenti a dove mettete i piedi però e, soprattutto, a chi date le spalle. Caxxi vostri!