sabato 11 febbraio 2017

NINJA: UNA STORIA POCO FALSA


NINJA: UNA STORIA POCO FALSA
Chi erano questi misteriosi combattenti e cosa facevano nel tempo libero?



Dopo I Bellissimi di rete4, le Primissime di canale5 ed il ciclo Alta Tensione, vorrei anche io cominciare con una rubrica che chiamerò La Storia Poco Falsa.
Affronterò argomenti storico-culturali giapponesi rivisti a modo mio, cioè da idiota.
Questo articolo che vi propongo ha partecipato ad una selezione per entrare a far parte di un blog ben più famoso (non farò nomi) ma è stato immediatamente scartato alle preselezioni, e questo lo rende il mio preferito! :) 

Ma... Bando alle ciance...conoscete i ninja? 
Chi di noi non è rincasato alle 3 di notte con movenze ninja per non farsi scoprire dai genitori? Urtando col mignolino quello spigolo che “Pappalardo scansati che faccia paonazza e carotide abbottata sono roba mia”! E chi non ha mai giocato a fare il guerriero ombra, lanciando finti pugnali a diamante o stelle ninja? Per non parlare della diffusione su fumetti, cinema e TV. È una figura che mi ha sempre affascinato molto, forse troppo. Ok, probabilmente il mio amore per i ninja scaturisce dal maestro Happosai in Ranma ½, che col completino ninja si dedicava alla sacra arte della “sottrazione di mutandine e reggiseni”; ma nell’immaginario comune, la figura predominante è del guerriero che fa dell’abilità militare e delle arti di mimetismo la sua forza.

In realtà la figura del ninja è leggermente diversa dall’immaginario collettivo e non sempre vestita di nero come pensiamo: il ninja usava travestimenti vari per non farsi riconoscere, persino da donna (probabilmente furoni i primi travestiti della storia giapponese). 
Ma come e dove nascono i Ninja? Sappiate che probabilmente questa figura nasce nel periodo Nara (VIII sec.), grazie a Minamoto no Yoshitsune che, stregato dal libro “L’Arte Della Guerra” di Sun Tzu, decide di dedicare la sua vita al perfezionamento delle tecniche marziali che porteranno così alla nascita del Ninjutsu. Ora, Sun Tzu scrisse questo trattato nel 700 a.c. e pare sia una sorta di libro del buon comandante. Sono stati in tanti a prenderlo come spunto per le loro conquiste. Tra questi: Napoleone, Mao Zedong, il generale McArthur, Deadpool ed anche Umberto Bossi. Non scherzo!!!
Altre fonti, invece, indicano l’origine del Ninjutsu in villaggi buddisti isolati, difficili da raggiungere, avvolti da un’aura mistica e misteriosa quasi a renderli posti immaginari ed esoterici; un po’ come il Molise, per intenderci.
In pratica la gente si chiedeva:
 - che diamine combinano i monaci in Molise tutto il giorno?
- Niente, studiano e praticano; ma tu non disturbarli o s’incazzano!


Ed infatti studiavano e praticavano, ma tanto! Immaginatevi di essere in un paese che non esiste, senza playstation e senza donne. Che vuoi fare? Non è che hai molta scelta; tanti uomini, soli… (non siate maliziosi!).
Studiarono così tanto che divennero molto abili in queste nuove tecniche marziali, tanto da venir appellati shinobi (che in giapponese antico vuol proprio dire “abitante del Molise”). In realtà, studiosi con due o tre lauree, ed anche wikipedia, sono convinti che la parola “Shinobi” derivi da shinobi-no-mono, dove shinobi sta per “rubare” e mono per “una persona”, da cui il significato di “nascondere”; nascosto, ombra, invisibile… insomma avete capito. Personalmente preferisco la prima versione; è più romantica.

Fatto sta che ‘sti monaci shinobi si dedicarono al perfezionamento del Ninjutsu isolati nei loro villaggi per i secoli successivi, diventando cintura nera 12°dan di pugnette ed anche relativamente bravi nelle arti marziali. (Vabbè, c’era della malizia… ma non come immaginavate).
Giunti in pieno periodo Sengoku (XV – XVII sec., il periodo delle guerre tra clan) e dopo secoli di addestramento ed onanismo, finalmente i ninja abbandonarono il Molise e, con occhiaie prominenti si presentarono come potenti ed abili guerrieri ombra ai Daimyo dell’epoca (una sorta di signorotti feudali). Ora, i Daimyo del tempo erano in perenne lotta tra loro e, una battaglia tira l’altra, erano a corto di uomini. Immaginerete che carne fresca come quella dei ninja era ben apprezzata. Infatti, nonostante le occhiaie e l’aspetto un po’ emaciato, i ninja sapevano il fatto loro e riportarono importanti vittorie. Tutti o quasi rimasero stupiti dalle loro abilità; tutti, ma non i gesuiti portoghesi, notoriamente bigotti, che erano da poco giunti nel paese.
- Vergogna! (O “Shame!” per i fan di GOT) Certe cose non si fanno! Si diventa ciechi! - gridavano i gesuiti.
- Cazzomene! Ci muoviamo nell’ombra e la vista non ci serve. - rispondevano i ninja.



Stampa che rappresenta uno shinobi in periodo Sengoku. Notare le occhiaie ed il colorito pallido.
           

Ma i gesuiti, si sa, sono gente permalosa: passino le pugnette ma il “cazzomene” pronunciato con slang da giovinastro proprio non lo tollerarono. Decisero così di attaccare e distruggere la roccaforte ninja di Iga.
Brutto colpo per i ninja: pare infatti che alcuni di loro avessero lasciato lì chiavi e documenti e, per quanto il popolo nipponico fosse efficiente, rifare tutte le copie era una bella seccatura.
Il contrattacco fu furioso ed i gesuiti vennero sconfitti nella battaglia di Teusho Iga no Ran, dimostrando a tutto il Giappone chi erano i più cazzuti.


Sebbene non ci siano fonti storiche attendibili, sembrerebbe che anche il grande comandante Toyotomi Hideyoshi (il condottiero che si spese nella riunificazione del Giappone) provenisse da un gruppo speciale di guerrieri ninja. Una volta giunto al potere ed aver unificato il Giappone, si servì delle loro abilità per stabilire una rete di spionaggio in modo da controllare tutto il territorio e la popolazione. Nulla sfuggiva all’orecchio sopraffino degli shinobi ed ogni piccola maldicenza giungeva spesso allo Shogun (il capo militare del Giappone). Storie di corna, maldicenze popolane, di Peppino Yamamoto il nipote di Pasquale che aveva uno strano vizietto… insomma tutto!
Lo Shogun aveva così tutto sotto controllo e poteva finalmente dedicarsi alle sue attività preferite (gioco d'azzardo e calpestare formiche) senza temere un'insurrezione popolare o un attentato alla propria vita.

Il sistema dittatoriale impostato da Toyotomi durò fino al XX secolo portando la nazione ad un periodo di pace e prosperità e, ahimè, mandando gli shinobi in pensione; le loro abilità non erano più richieste.
Oggi ne sono rimasti una manciata e vivono nelle fogne di New York, hanno nomi di artisti italiani rinascimentali, un topo gigante come maestro e mangiano tanta tanta pizza!