venerdì 12 maggio 2017

LOVE HOTEL


LOVE HOTEL

Particolarità, bizzarrie e Guida completa all'uso 


Per noi italiani il concetto di Love Hotel è un qualcosa distante anni luce da qualsiasi concezione.
Ma facciamo un po' d'ordine: definiamo un Love Hotel.
Trattasi di hotels ad ore dedicati solo ed esclusivamente alle pratiche sessuali di coppie.
Capirai, mi direte, il classico motel di periferia con le lenzuola consumate e gli specchi di fianco al letto!
Uhmmm, no! Acqua! Siamo distanti anni luce.

I Love Hotel sono posti molto puliti, eleganti, moderni ed attrezzatissimi; ma quello che più stupisce è la frequenza con cui potete trovarne all'interno delle città giapponesi.
Un po' come i bar o le banche in Italia. Ovunque!
Come mai così tanti?
Per comprenderne il perché dovete un minimo calarvi nella realtà giappa.

Prima cosa: le persone lavorano tanto, (ma tanto tanto!) e molto spesso ad ore di treno di casa.
Casa... oddio! Chiamarla casa mi rimane difficile e vi parlerò presto delle abitazioni giapponesi, uno dei miei argomenti preferiti (lo so, prometto tanti argomenti ma credetemi, sono tutti in progetto, mezzi scritti e quasi finiti, è il tempo che manca, non la voglia).
In poche parole, per farvi comprendere meglio la cosa, sappiate che un giapponese medio abitante di una grande città (l'80% della popolazione, insomma), vive in uno spazio di circa 20/25 metri quadri; in un'unica stanza poliedrica e magica! Camera da notte, salottino e stanza da pranzo, a secondo dell'occorrenza. Tipo il miniappartamento di Artemio (Renato Pozzetto) ne "Il Ragazzo di Campagna".
Taaac!


Comprenderete che non sia sicuramente il miglior posto dove "appartarsi" in focosa compagnia, senza considerare la distanza dal luogo di lavoro dove i giapponesi svolgono la loro reale vita e spendono la quasi totalità del loro tempo.

Vabbè ma noi italiani i Love Hotel li abbiamo e sono su quattro ruote. Benedette le nostre auto, soprattutto quando ventenni ci hanno svoltato molte serate. Ok, ci hanno regalato anche figuracce epiche!
-Che ci fate qui??? Che state facendo?
-Ci scusi signor agente, avevamo una sensazione di caldo molto intenso e per paura di prender fuoco per autocombustione abbiamo ben pensato di denudarci... a dicembre. Ma ora ce ne andiamo! Tempo di ritrovare le mutande...
Per non parlare del freno a mano... maledetto freno a mano, mi sarà costato un paio di menischi e parecchi ematomi. Chi diamine ha inventato il freno a mano a stecca? Quello lungo col pulsante in testa per intenderci, che per tutta la serata non faceva che piazzarsi ovunque tra te e la tua donna, che "scordate proprio di accoppiarti; ci stai davvero a pensa'? E allora mi conficco tra le tue vertebre. Tiè!".
Inventore del freno a mano, se mi leggi, sappi che sei in cima alla mia black list, dietro solo allo spiritello che mi infila la polvere nell'ombelico. Prima o poi giuro che vi trovo! A te e allo spiritello.

E allora, direte: i giapponesi, come noi, possono farlo in macchina.
Acqua! Splash!
Numero uno: se non disponi di un posto auto privato (in città), non puoi proprio acquistare un'automobile.
Numero due: con i mezzi pubblici che funzionano così bene, le auto sono superflue (a meno di non vivere in campagna).
Numero tre: ricordate quei giri chilometrici alla ricerca di quel parcheggio appartato e lontano dagli occhi di tutti? Giri che a volte duravano intere nottate se non si era preparati o gran conoscitori della zona? Ecco, ora immaginate una cosa del genere in una città di 15 milioni di abitanti come Tokyo. Girereste alla ricerca di un posticino appartato per settimane.

Altro piccolo tassello: la privacy, a cui i giappi fanno molta attenzione; ed il tradimento, altra pratica mooooolto in voga da quelle parti.
Se si vuole stare intimamente con una persona, soprattutto da ragazzi, non la si porta a casa dove tutta la famiglia o i vicini di casa possono vederla. Giammai!
Per non parlare dell'amante di turno; non mi pare salutare portarlo/a in famiglia, che ne dite? Potresti far alterare qualcuno.

Ed infine la visione sociale del sesso. In un paese dove le effusioni in pubblico sono mal viste, in cui la pornografia è censurata e dove le manifestazioni d'affetto, anche in famiglia, sono centellinate, vi stupirà sapere che il sesso non è demonizzato.
Questione di retaggi religiosi e culturali diversi dai nostri, in cui il sesso non è visto come il male assoluto e nemmeno punito con 14 ave maria e 8 padre nostro; piuttosto visto come un atto sano e naturale, alla pari del mangiare o espletare i propri bisogni corporali. Ok, questa mi è uscita male, non volevo paragonare il sesso alla cacca ma spero di essermi spiegato.


Ricordo che una volta, dopo una cena galante con una bella signorina, questa mi chiese se preferissi andare a fare una passeggiata a Ueno (parco di Tokyo) o concludere la serata in un Love Hotel.
Così, d'emblée, al primo appuntamento. 😭
Se è un sogno non svegliatemi, pensai.
Ovviamente scelsi la passeggiata nel parco 😏

Ora lo so cosa state pensando: no, non al fatto che non andai al parco, ma che magari la ragazza in questione fosse una ragazza "facile".
Non mi permetto di fare di tutta un'erba un fascio; esistono milioni di ragazze in Giappone ed ognuna di loro ragiona in modo diverso dall'altra; ma lei non è stata l'unica a comportarsi così e no, non era una "facile". Ho riscontrato molto spesso questo senso di libertà "sociale" rispetto al sesso da parte di tutte le ragazze che ho avuto la fortuna e l'onore di conoscere, e di cui porterò con me sempre uno splendido ricordo.
Questo non significa che le ragazze giapponesi siano pronte a concedersi al primo che capita perché "free" o meno soggette a moralismi religiosi e sociali.
Significa solo quanto ho scritto: cioè che se voi siete il loro tipo, non avranno blocchi mentali, culturali, sociali o religiosi che tengano. Se sarete la persona giusta per loro, staranno con voi in un Love Hotel come starebbero con voi mano nella mano a guardare un romantico tramonto.
Già lo so che tutto questo ora solleverà polemiche su polemiche... mannaggia a voi, in galera mi farete finire!!!

No, non in una galera come questa ma in una vera

Tralasciando le future denunce e le sicure minacce di morte che nei prossimi giorni riempiranno i commenti, tacciandomi di "becero maschilismo" e blablabla... Torniamo a noi.
Cosa diamine sono questi benedetti Love Hotel?


Sono degli hotel veri e propri, con un tariffario che può andare ad ore oppure per l'intera notte (dalle 20.00 alle 08.00), con stanze bellissime ed a tema.
C'è la stanza "ton of love", quella sadomaso, quella anime, quella "scolastica", quella delle bambole, e tutte le più strane perversioni che possiate mai immaginare. Sì anche la batcaverna, la stanza a tema ramen instantaneo e quella Starbuks. Geni!!! Geni!!! GENI!!!




Tutte ultramoderne, ben curate, pulitissime e super attrezzate.
Potete trovarne con jacuzzi, docce spaziali, letti comodissimi, TV sedicimila pollici, play station e persino karaoke.
Ed io che pensavo di essere venuto per fare altro! Va a finire che mi faccio 'na cantata.
Vabbè dai, metti PES sulla play che ti insegno io come si gioca ad un gioco Konami; così ti riscaldo un po' ed esporto la mia democrazia! WELCOME TO THE JUNGLE SORELLA!!!


Karaoke box in una stanza di un Love Hotel

Piccolo appunto per chiunque di voi avesse la malsana idea di sfidare una ragazza giapponese ai videogiochi. Ricordate sempre che li hanno inventati loro. Figuraccia probabilissima!
Ma non divaghiamo...

I costi variano da hotel ad hotel ed a seconda della tipologia di camera scelta. La batcaverna, ad esempio, è per miliardari eccentrici con il gusto del travestimento ed un'insana passione per i pipistrelli.
Comunque partiamo dai 15-20€, fino a spese esorbitanti per camere ultra-futuristiche.
Come nella scelta di un normale hotel, il prezzo è influenzato da vari fattori.

L'ingresso nel Love Hotel è nella riservatezza assoluta. In alcuni casi le stanze sono indicate in un monitor e, una volta aver scelto la propria ed aver pagato, potrete ritirare la chiave della stanza ad uno sportellino automatico. Se doveste sforare con il tempo, si potrà pagare il restante direttamente dalla camera dove dovrete anche lasciare le chiavi.
In quelli meno tecnologici esistono sportelli oscurati dove il proprietario dell'hotel non potrà vedere in faccia i clienti ma potrà passar loro le chiavi della camera prescelta.


Una volta dentro e prima di uscire, tramite posta pneumatica vi arriverà il conto e dovrete inserire il contante; solo dopo il pagamento la serratura si sbloccherà e potrete uscire dalla vostra prigione del sesso e dalla specie di sequestro di persona, effettivamente in atto.
In alcuni casi è persino possibile pagare tramite pos direttamente dalla stanza.
Inoltre, come ogni hotel che si rispetti, alcuni Love Hotel dispongono anche di cucina e di servizio in camera, anche questo nel massimo della riservatezza e senza incontrare mai nessuno.


Le camere sono attrezzate con ogni accessorio da bagno ed anche "da letto". Profilattici, lubrificanti ed oli per massaggi, oggettistica; di tutto! Tutto il resto è in vendita in distributori automatici disposti "sapientemente" lungo i corridori o all'ingresso.
Il paradiso della perversione insomma.

Il tutto nella riservatezza e nel lusso più totale, senza dimenticare mai la sana e bizzarra pazzia che li contraddistingue.
Quanto volte ho già detto che li stramo?

Ah, piccolo neo: non è semplicissimo trovare Love Hotel gay friendly e questo è un vero paradosso. In hotel in cui la riservatezza è la concezione primaria, nonché essenziale, fare distinzione di preferenza sessuale mi pare un vero e proprio controsenso.
Ma sono certo che le nuove generazioni riusciranno anche a limare questi "spigoli".

Vabbè... ora vi saluto che di danni per oggi ne ho fatti a sufficienza e sento già le sirene della polizia in lontananza.
Come sempre, se volete aiutare a tenere a galla 'sta bagnarola, commentate, condividete, lasciate un mi piace su FB, iscrivetevi al mio blog, insomma, cliccate un po' di tasti di contorno, tanto per far casino, come piace a noi.
Ciao Grandi!