martedì 16 gennaio 2018

HIGURASHI WHEN THEY CRY (by Xaldin03)



HIGURASHI NO NAKU KORO NI 

(Quando piangono le cicale) 




Higurashi conosciuto anche come “When they cry” è un anime del 2006 prodotto dallo studio DEEN di 26 episodi.
L’opera è tratta da una visual novel di successo per pc e successivamente per Ps2 e Ds; l’ultima versione è il remake dell’originale gioco pc sulla piattaforma multimediale Steam.

Andiamo con ordine: se qualcuno di voi non conoscesse le visual novel, trattasi di romanzi in forma di videogioco dove il testo procede facendo avanzare il racconto, mentre uno o più dei protagonisti  appaiono  sullo schermo cambiando espressione, abiti o condizioni fisiche a seconda di quello che viene narrato.
Questo modo di accompagnare il testo con immagini, suoni e musiche rende la lettura estremamente coinvolgente.
E per chi si volesse avvicinare ad Higurashi potrebbe essere un indimenticabile esperienza con momenti molto forti…

Differenze tra anime e versione PC

La storia ha luogo nel villaggio rurale di Hinamizawa (immaginario, ma basato su di uno realmente esistente, Shirakawa-go) e segue le vicende attraverso la persona di Keiichi Maebara, trasferitosi ormai già da un mese con la famiglia da Tokyo per il lavoro del padre, artista in cerca d’ispirazione.
Qui lo vediamo già perfettamente integrato nel nuovo ambiente e con i suoi abitanti, tanto da aver legato con 4 compagne di scuola, di età diverse, con cui condivide il tempo delle lezioni, il tragitto nel tornare a casa e tutta una serie di attività del club scolastico.


Infatti lo sprovveduto Keiichi viene coinvolto nei giochi di società, da tavolo o tradizionali che la leader del club e scaltra senpai Mion impone ad un entusiasta Rena, una timida Rika e ad un’impertinente Satoko.
Fin qui allo spettatore viene proposto un caleidoscopio di situazioni e luoghi che non hanno nulla di fuori dall’ordinario, una routine di momenti “slice of life”, siparietti comici e incontri spensierati.

Ma allora è uno slice of life? No…Decisamente no. Higurashi sfrutta questa narrativa per coinvolgere maggiormente lo spettatore. Ma è solo una maschera.
Si tratta di un horror, un thriller horror suddiviso in archi narrativi, capitoli di Domanda e capitoli di Risposta.
Higurashi No Naku Koro Ni infatti è la parte dei quesiti; per le risposte allo spettatore bisogna seguire anche la serie KAI.

La tecnica usata al giorno d’oggi per terrorizzare lo spettatore in un film di genere horror è basato su molti cliché: scene splatter utilizzate per l’intera durata della pellicola, modifiche grottesche con fotoritocco o digitali come nelle scene di possessioni o simili, “jumpscare telefonati” tramite cambi di enfasi nelle musiche o semplicemente scontati.
Quindi c’è da chiedersi, è possibile che l’anime riesca là dove film con investimenti di milioni non riescono?
Soprattutto se il mezzo stilistico scelto è quello di un disegno rotondo, morbido e “bambinesco”?

La risposta è sì, dannatamente SÌ.

Dopo un inizio calmo ed allegro lo spettatore viene catapultato in un vortice di mistero, paura, fino ad essere chiuso in un labirinto di follia senza apparente uscita, dove ogni risposta fa sprofondare sempre più negli oscuri recessi dello stesso.


                           
Piuttosto che utilizzare improvvisi spaventi, la transizione tra l’ordinario e il fuori dal comune avviene in modo subdolo, con piccoli dettagli disseminati qui e lì lungo il percorso.
La trama si intreccia e si contorce senza mai perdere completamente il filo, ma ricollegandosi in modi inaspettati, tra inquadrature e cambi d’atmosfera accompagnati da un sottofondo musicale, sinistro e freddo.
Per farvi capire meglio, durante la visione ci viene proposta  una scena allegra, comica, quasi demenziale; poi una parola o una frase fa calare il gelo; e poi una crescente tensione dove anche il luogo più tranquillo e solare diventa oscuro ed oppressivo, quando immancabilmente ci si accorge di quanto forte sia il canto... o pianto delle cicale.

In conclusione, Higurashi é un'opera che vi sorprenderà e che vi terrà incatenati davanti allo schermo, un lungo e tortuoso viaggio psicologico dove niente è ciò che sembra.
Al termine di tutto, non farete altro che chiedervi PERCHE'? PERCHE' STA SUCCEDENDO?
Non avrete risposte.
Non in questa prima parte.

VOTO: 8.5


Xaldin03