sabato 20 gennaio 2018

SAINT SEIYA - I CAVALIERI DELLO ZODIACO (by Lotal)

SAINT SEIYA

I Cavalieri dello zodiaco



Si potrebbe erroneamente pensare che i giapponesi siano un popolo che, quando in cerca di ispirazione, si rivolgano solo ai propri miti; in realtà sono affascinati da qualsiasi tipo di leggenda proveniente da qualsiasi tipo di cultura, come ad esempio il mito greco-romano.
Uno degli esempi più noti, straordinario successo che continua senza sosta dall’86, è Saint Seiya (I Cavalieri Dello Zodiaco) di Masami Kurumada.
Quest’opera nasce come manga per poi diramarsi in tutti gli ambiti del merchandising (anime, giocattoli, libri, figure e videogiochi) proponendo un tempo del mito che non si è mai interrotto. Protagonisti di questa storia sono i saints, i cavalieri sacri di Atena addestrati fin da bambini per difenderla e servirla contro ogni genere di pericolo.


L’odierno mito rielaborato da Kurumada, pure affondando pesantemente le radici nella classicità, ne presenta degli aspetti che utilizza come base per scontri sovrannaturali tra lottatori che trascendono i limiti umani traendo una forza dal firmamento, il cosmo. Avete presente come Ercole raggiunge l’immortalità alla fine del suo cammino diventando una costellazione? Ebbene i cavalieri in modo similare possono attingere a un potere illimitato dalle proprie costellazioni protettrici. Il simbolo e lo strumento che lega il cavaliere alla sua costellazione è l’armatura o myth cloth.   


Protagonisti assoluti della narrazione sono la reincarnazione di Atena ed uno sparuto gruppo di giovanissimi Saints: Seiya, Shun, Ikki, Hyoga e Shiryu conosciuti nella versione italiano dell’anime, rispettivamente come Pegasus, Andromeda, Phoenix, Cristal e Sirio. La trama del manga è semplice come quella che ci si aspetta da uno shōnen, ma ricca di colpi di scena e scene commoventi. I personaggi risultano ben approfonditi e studiati anche attraverso il loro stile di combattimento che fa ben risaltare il loro carattere.


Nonostante una storia ben fatta non si può dire la stessa cosa del disegno del manga. Le illustrazioni di Kurumada appaiono semplici e poco curate (eccezion fatta per quanto riguarda le armature: raffigurate alla perfezione nelle illustrazioni alla fine dei volumi del manga, che ci spiegano la loro "vestizione"); persino le scene d’azione danno l’impressione di sembrare rigide. È vero che come tutti i gli artisti il suo disegno si è evoluto ma è rimasta ancora l’impronta semplice che lo ha sempre contraddistinto. Di questo anche il nostro autore ha preso coscienza col passare del tempo, dato che a parte in un'occasione (Next Dimension), le altre serie manga riferite a Saint Seiya saranno solo scritte o visionate da lui, lasciando l’illustrazione ad altri artisti come Shiori Teshirogi (The Lost Canvas) e Megumu Okada (Episodio G).


L’anime originale, invece, inizia un’anno dopo la serializzazione del manga, ricalcandone più o meno tutta la storia tranne l’ultima saga che sarà poi rilasciata in un secondo momento (anno 2002).
Shingo Araki direttore dell’animazione riuscì a catturare perfettamente lo spirito della serie donandogli un’aspetto indimenticabile e reinterpretando alcuni aspetti come la vestizione, che appare più sovrannaturale e meno meccanica.
Come accade spesso in alcune trasposizioni può mancare una certa fedeltà nella trama, piccoli o grandi particolari possono essere tralasciati, come il fatto che i protagonisti della storia principale sono figli dello stesso padre ma di madri diverse o, per esigenze dei palinsesti televisisvi, possono essere richiesti episodi in più che costringono gli studi di animazione a creare quelli che vengono chiamati  o definiti “filler”.


In saint seiya adirittura questi filler raggiungono le dimensioni di una saga, come quella di Asgard, peraltro lunga ma non fuori dal contesto della serie.
In conclusione Saint seiya è un’ottimo shōnen adatto a tutti; sia ai nostalgici che alle new generations anche se, per avere una visione ottima dell’opera, consiglierei di leggere il manga per la narrazione e visionare l’anime per l’azione. 


Voto: 8

Lotal