Visualizzazione post con etichetta onigiri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta onigiri. Mostra tutti i post

domenica 7 maggio 2017

KONBINI

KONBINI MARKET

Cosa sono e cosa vendono?


Chi di voi è già stato in Giappone conoscerà sicuramente i Konbini market.
Altro non sono che minimarket aperti h24 in cui è possibile comprare di tutto: dal cibo alle bevande, al materiale per la casa, alla profumeria, ai giornali e manga, ai generi di prima necessità, alle carte telefoniche... Insomma, quasi tutto.
La prima volta che si entra in un konbini, la differenza che si nota rispetto ai nostri supermercati o minimarket è la luminosità e gli sgargianti colori del negozio. Come ad attirare l'attenzione del cliente; le bottiglie di té che sembrano urlare "Comprami!!! Comprami!!" o le mille lattine di caffè freddo che invece vogliono gridarti "Lascia perdere quei succhi di foglie secche!! Bevi me che sono un tipo tosto (o tostato...)!". 

Prima di avervi messo piede non potevo nemmeno immaginare quanti tipi diversi di té potessero esistere! C'è davvero l'imbarazzo della scelta. Ricordo che in una delle mie prime esperienze in Giappone risposi con un "quello che vuoi, è uguale!" alla domanda quale té preferissi bere.
Apriti cielo! Insulti e malefici su di me!!!
NON È UGUALE!!! IL TÉ È SACRO!!!
Ai tempi ero un giovincello ignorantello che non aveva ancora imparato a riconoscere le varie tonalità e gusti dei centinaia di té in commercio.
Come se in Italia ti chiedessero se vuoi bere un Tavernello o un Brunello di Montalcino e tu rispondessi: è uguale!
Sbam! Marchiato a vita ed esiliato per sempre in Russia a bere vodka, così fai un po' di non-cultura ed educazione siberiana.


Per non parlare delle decine e decine di vari tipi di caffè, gli infusi, le birre ed i classici drinks da distributore automatico con gusti extraterrestri. C'è persino una bevanda al ciliegio.
No, non alle ciliegie (i frutti), proprio all'albero di ciliegio ed ai suoi fiori.
Se volete sapere di cosa sa, bhè... sa davvero di fiori! A me non fa impazzire l'idea di bere acqua rosa al gusto "fiori" ma sapete bene che in Giappone il ciliegio è sacro e guai a chi si permette di offenderlo; ergo lungi da me dire qualcosa di male su tale bevanda.
Insomma c'è davvero l'imbarazzo della scelta.

Veniamo poi al muro-frigo in cui sono esposte decine e decine di diverse cibarie: dagli onigiri, al sushi, ai bento (pasto preconfezionato composto generalmente da riso e carne o pesce, con vari contorni) ed a vari tipi di spiedini di ogni genere.

Muro frigo

Qui (nel muro frigo) vengono esposti solo i cibi a breve scadenza, che devono essere consumati entro la giornata. 
In Giappone questo tipo di mercato è molto proficuo e, dato che la maggior parte delle persone non ha tempo per prepararsi un pranzo a casa (il lavoratore medio esce di casa la mattina per rincasare la sera), questi generi alimentari vengono stra-venduti ogni giorno.
Alcuni preferiscono pranzare in ristoranti o tavole calde ma la maggior parte si adatta con pranzi di questo tipo, che sono più veloci e sicuramente più economici.
Da qui la necessità da parte dei konbini di avere quotidianamente del cibo preconfezionato fresco.

Vari tipi di onigiri

Diversi bento. In alto anche una selezione di sushi

Di fronte al muro-frigo, in genere, ci sono tutti quei generi alimentari a lunga conservazione: patatine (i giappi ne sono ghiottissimi), snack di vario genere, ramen e udon istantanei ed altre zozzerie che loro chiamano junk food, come negli States.
Immancabile poi lo scaffale gomme e caramelle che manco a Candyland...
Il tripudio degli zuccheri e del diabete!
Andateci piano con gli zuccheri che si cariano i denti! E si sa, i giappi a salute dei denti non sono messi benissimo.

A sx cioccolato e vari snack dolci. A dx patatine di tutti i tipi

Cibi precotti e bevande a lunga conservazione

Un'altra particolarità è lo scaffale con i generi per la toletta. Rasoi, assorbenti, saponi ecc... 
Qui troverete anche i profilattici ma fate attenzione se doveste mai comprarne; ne esistono di vari tipi e per, gli stranieri, la versione che loro chiamano L (che da noi è un classico condom) o se siete particolarmente fortunati, la XL. 
È infatti risaputo che le dimensioni in Asia siano diverse, ed un normale profilattico giapponese potrebbe non calzarvi alla perfezione. Ora... Non è che siano tutti minidotati (alcuni sì) ma diciamo che un condom normale non vi arriverebbe alla base. Per non parlare del senso di costrizione ed "asfissia" che può provocare.
Provare per credere.

Varie misure di profilattico. La F sta per Funghetto

Altra peculiarità di quasi tutti i konbini è l'ATM (il bancomat) all'interno del negozio, in genere vicino al telefono pubblico, e la sezione quotidiani, fumetti e riviste in prossimità della vetrina, dove molti giovani passano ore nello sfogliare e risfogliare le loro riviste preferite (soprattutto Shonen Jump o Shonen Magazine) ma anche qualche fumetto hentai. Sporcaccioni!
Vi è poi quella che chiamo la zona "fornetto" alla cassa.
Di cosa di tratta?
Di alcune teche in cui sono esposti cibi caldi come hot dog, degli gnocchi con ripieni, spiedini di wurstell (che però loro chiamano sausage, salsiccia), yakitori (spiedini di pollo); ed anche di vari forni a microonde in cui poter riscaldare il cibo in caso il cliente lo preferisse caldo.



I dipendenti sono sempre molto cordiali (come d'altronde ovunque in Giappone) ed è possibile pagare sia in contanti, sia con le carte di credito e sia con la tessera metro. Avete capito bene.
Un giorno scriverò un articolo anche su questo.

Entrare in un konbini è un'esperienza che chiunque abbia visitato il Giappone ricorderà per sempre. Benché lontana dai luoghi di cultura, di storia e di tradizione, è un tuffo nei loro usi e costumi, una full immersion nella loro vita quotidiana e una scoperta immancabile nel mondo nipponico.

giovedì 16 febbraio 2017

ONIGIRI: COSA SONO E PERCHÉ HANNO QUELLA FORMA?



ONIGIRI: ALLA SCOPERTA DELLO SNACK GIAPPONESE PIÙ FAMOSO AL MONDO

L'attesa lunga una vita, la scoperta, la reazione.


Da bambino, guardando gli anime, mi trovavo spesso di fronte a scene in cui il protagonista faceva degli spuntini con della roba bianca, triangolare, con un quadrato nero.
Erano ovunque: Dragonball, È Quasi Magia Johnny, Ranma 1/2, Holly e Benji, ecc ecc, ed ogni volta a chiedermi cosa fosse quella roba.
Pensavo fosse un dolce fatto di zucchero, anche perché poi lasciava sempre delle briciole nel contorno bocca dei miei eroi preferiti. Ma che diamine è???


Ricordo ancora il primo giorno che vidi un onigiri.
Era un giorno di novembre 2010, non ero più un bambino ma la mia espressione era la stessa. Ero entrato per la prima volta in un konbini (una sorta di minimarket giapponese in cui puoi trovare di tutto) ed era lì, in tutto il suo bianco candore, nel banco frigo.
Era 'na palletta di riso con un'alga verde. Tutto qui! Arcano svelato.
Penserete che ne sia rimasto deluso; ed invece no!
La mia curiosità era stata alimentata da un bancone in cui la scelta non era semplice. Ve ne erano una ventina di tipi diversi con scritte colorate ed ideogrammi che ignoravo. Tanti... Tantissimi!


Li voglio tutti! Pensai...
Ma una ventina in una sola volta sarebbero stati troppi per il mio stomaco e per il mio portafoglio. Inoltre erano le 4 di notte (dannato jetlag) e si sa, mangiare di notte non è l'ideale; e poi avrei potuto mangiarne 2 tipi diversi ogni giorno visto che la mia permanenza in Giappone sarebbe stata lunga.
Decisi quindi di puntare su 2 soli tipi: il giallo e l'arancione, i colori del sole.
Pagai alla cassa e soddisfatto uscii dal konbini; mi fermai, rientrai nel negozio, presi tutti gli altri tipi, pagai di nuovo e tornai a casa.
Impossibile rimandare, li volevo tutti e subito; l'attesa di una vita non poteva prolungarsi di un solo giorno in più, a costo di scoppiare.

Le aspettative che riponevo in quel sacchetto di plastica colmo di interrogativi lunghi un'infanzia erano tante.
Ed ora da quale comincio?
Lasciai tutto al caso...
Ve ne erano con tonno crudo, con tonno e maionese, gamberi e salsa rosa, una sorta di battuto di carne con una salsa rossa dolciastra, col salmone e wasabi, con l'uovo, con l'anguilla e tante altre varianti che non saprei nemmeno descrivervi. Alcuni molto buoni, alcuni così così ed altri da denuncia penale alla corte costituzionale.
La notte fu abbastanza movimentata perché tutto quel miscuglio non fu molto salutare per il mio intestino e rimasi in riflessione per parecchio tempo sul trono di ceramica. Oddio, in Giappone il trono è di plastica e non di ceramica ma in compenso è davvero tecnologico.


E pensavo e ripensavo a loro, agli onigiri, che finalmente, dopo tanti anni avevo provato e, benché mi costringessero ad una seduta forzata di profonda riflessione, avevano reso la mia nottata indimenticabile. Pensavo anche a quale mente diabolica li avesse inventati e perché.
Di tempo ne avevo e internet non mi mancava.
Scoprii che in Giappone si mangiano da sempre: la prima testimonianza si ha intorno all'XI secolo tra le pagine del diario di Murasaki. Persino i samurai avevano un sacchetto in cui mettevano delle polpette di riso avvolte in foglie di bambù.
Come mai questa forma?
L'avvento delle bacchette per mangiare non è così antico come pensiamo ed in Giappone si mangiava con le mani. Difficile mangiare con le mani il riso a meno di non compattarlo in polpette.
Se ne fanno di varie forme ma le più in voga sono quella triangolare e quella tonda, perché più facili da fare. (La forma triangolare sembra difficile ma in realta è molto semplice perché si usa l'angolo tra palmo della mano e le dita per fare gli spigoli dell'onigiri triangolare).

Questa tecnica per fare gli onigiri non è perfetta ma rende l'idea

Inoltre la forma triangolare vuole richiamare la forma della montagna. La religione scintoista giapponese assegna alla montagna un valore spirituale molto profondo. La montagna è origine della natura e della vita (alberi, fiumi, prati, pioggia, fiori ecc) e gli scintoisti associano ad ognuno di questi un dio.
Esiste anche un'altra forma, detta Tawara (俵), diffusa principalmente nella regione del Kansai, che vuole riprendere la forma dei fascioni di riso (simili alle nostre balle di fieno) durante la raccolta del riso in autunno. Questa forma cilindrica degli onigiri si è sviluppata in quest'aera perché, oltre al fatto che il Kansai e specialmente Osaka sono considerati "la cucina del Giappone", la tradizione teatrale di Osaka, famosissima nel passato, permetteva il consumo del bento (pranzo da asporto) durante gli atti teatrali. La forma cilindrica dei Tawara si adattava perfettamente al bento che è un vassoio con degli scomparti rettangolari.

Potete notare l'origine delle varie forme di onigiri: tonda (tutta o parzialmente avvolta dall'alga), triangolare e cilindrica

In una sola notte avevo risposto al mio più grande dilemma adolescenziale e pazienza se gli onigiri erano stati una breve comparsa nel mio intestino, l'esperienza era stata comunque intensa! Breve ma davvero intensa!
Il giorno dopo chiamai la disinfestazione per rendere il bagno di nuovo utilizzabile.