giovedì 16 febbraio 2017

ONIGIRI: COSA SONO E PERCHÉ HANNO QUELLA FORMA?



ONIGIRI: ALLA SCOPERTA DELLO SNACK GIAPPONESE PIÙ FAMOSO AL MONDO

L'attesa lunga una vita, la scoperta, la reazione.


Da bambino, guardando gli anime, mi trovavo spesso di fronte a scene in cui il protagonista faceva degli spuntini con della roba bianca, triangolare, con un quadrato nero.
Erano ovunque: Dragonball, È Quasi Magia Johnny, Ranma 1/2, Holly e Benji, ecc ecc, ed ogni volta a chiedermi cosa fosse quella roba.
Pensavo fosse un dolce fatto di zucchero, anche perché poi lasciava sempre delle briciole nel contorno bocca dei miei eroi preferiti. Ma che diamine è???


Ricordo ancora il primo giorno che vidi un onigiri.
Era un giorno di novembre 2010, non ero più un bambino ma la mia espressione era la stessa. Ero entrato per la prima volta in un konbini (una sorta di minimarket giapponese in cui puoi trovare di tutto) ed era lì, in tutto il suo bianco candore, nel banco frigo.
Era 'na palletta di riso con un'alga verde. Tutto qui! Arcano svelato.
Penserete che ne sia rimasto deluso; ed invece no!
La mia curiosità era stata alimentata da un bancone in cui la scelta non era semplice. Ve ne erano una ventina di tipi diversi con scritte colorate ed ideogrammi che ignoravo. Tanti... Tantissimi!


Li voglio tutti! Pensai...
Ma una ventina in una sola volta sarebbero stati troppi per il mio stomaco e per il mio portafoglio. Inoltre erano le 4 di notte (dannato jetlag) e si sa, mangiare di notte non è l'ideale; e poi avrei potuto mangiarne 2 tipi diversi ogni giorno visto che la mia permanenza in Giappone sarebbe stata lunga.
Decisi quindi di puntare su 2 soli tipi: il giallo e l'arancione, i colori del sole.
Pagai alla cassa e soddisfatto uscii dal konbini; mi fermai, rientrai nel negozio, presi tutti gli altri tipi, pagai di nuovo e tornai a casa.
Impossibile rimandare, li volevo tutti e subito; l'attesa di una vita non poteva prolungarsi di un solo giorno in più, a costo di scoppiare.

Le aspettative che riponevo in quel sacchetto di plastica colmo di interrogativi lunghi un'infanzia erano tante.
Ed ora da quale comincio?
Lasciai tutto al caso...
Ve ne erano con tonno crudo, con tonno e maionese, gamberi e salsa rosa, una sorta di battuto di carne con una salsa rossa dolciastra, col salmone e wasabi, con l'uovo, con l'anguilla e tante altre varianti che non saprei nemmeno descrivervi. Alcuni molto buoni, alcuni così così ed altri da denuncia penale alla corte costituzionale.
La notte fu abbastanza movimentata perché tutto quel miscuglio non fu molto salutare per il mio intestino e rimasi in riflessione per parecchio tempo sul trono di ceramica. Oddio, in Giappone il trono è di plastica e non di ceramica ma in compenso è davvero tecnologico.


E pensavo e ripensavo a loro, agli onigiri, che finalmente, dopo tanti anni avevo provato e, benché mi costringessero ad una seduta forzata di profonda riflessione, avevano reso la mia nottata indimenticabile. Pensavo anche a quale mente diabolica li avesse inventati e perché.
Di tempo ne avevo e internet non mi mancava.
Scoprii che in Giappone si mangiano da sempre: la prima testimonianza si ha intorno all'XI secolo tra le pagine del diario di Murasaki. Persino i samurai avevano un sacchetto in cui mettevano delle polpette di riso avvolte in foglie di bambù.
Come mai questa forma?
L'avvento delle bacchette per mangiare non è così antico come pensiamo ed in Giappone si mangiava con le mani. Difficile mangiare con le mani il riso a meno di non compattarlo in polpette.
Se ne fanno di varie forme ma le più in voga sono quella triangolare e quella tonda, perché più facili da fare. (La forma triangolare sembra difficile ma in realta è molto semplice perché si usa l'angolo tra palmo della mano e le dita per fare gli spigoli dell'onigiri triangolare).

Questa tecnica per fare gli onigiri non è perfetta ma rende l'idea

Inoltre la forma triangolare vuole richiamare la forma della montagna. La religione scintoista giapponese assegna alla montagna un valore spirituale molto profondo. La montagna è origine della natura e della vita (alberi, fiumi, prati, pioggia, fiori ecc) e gli scintoisti associano ad ognuno di questi un dio.
Esiste anche un'altra forma, detta Tawara (俵), diffusa principalmente nella regione del Kansai, che vuole riprendere la forma dei fascioni di riso (simili alle nostre balle di fieno) durante la raccolta del riso in autunno. Questa forma cilindrica degli onigiri si è sviluppata in quest'aera perché, oltre al fatto che il Kansai e specialmente Osaka sono considerati "la cucina del Giappone", la tradizione teatrale di Osaka, famosissima nel passato, permetteva il consumo del bento (pranzo da asporto) durante gli atti teatrali. La forma cilindrica dei Tawara si adattava perfettamente al bento che è un vassoio con degli scomparti rettangolari.

Potete notare l'origine delle varie forme di onigiri: tonda (tutta o parzialmente avvolta dall'alga), triangolare e cilindrica

In una sola notte avevo risposto al mio più grande dilemma adolescenziale e pazienza se gli onigiri avevano stazionato nel mio organismo per meno di un'ora, l'esperienza era stata comunque intensa! Breve ma davvero intensa!
Il giorno dopo chiamai la disinfestazione.