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martedì 18 aprile 2017

I GIAPPONESI E LE TETTE

IL LORO AMORE SCONSIDERATO PER IL SENO ED I GIAPPO-TRUCCHI PER AUMENTARE LA TAGLIA


"Ricercatori" giapponesi hanno fatto una sensazionale scoperta su come far aumentare la taglia del seno



Non vi sarà sicuramente sfuggito, negli anime e nei manga, l'abbondanza e la prosperità del seno dei personaggi femminili; poi però, i fortunati di voi che avranno messo piede in Giappone, avranno notato una "sottilissima" discrepanza: le ragazze sono piatte!
Come il mare calmo, come la terra per i piattaformisti, come la Pianura Padana.
Piatte!
I campi da calcio di Holly e Benji sono meno piatti delle ragazze giapponesi.
Non parlo di tutte le ragazze, ovviamente, ma diciamo che è molto raro incrociare donne prosperose.

Curve di una ragazza giapponese... ah no! Questa è la Pianura Padana

E allora... perché questo amore smisurato per il seno?
Cos'è questa fissa?
L'uomo medio giapponese ha una insana predilezione per la ghiandola mammaria che nemmeno un lattante in astinenza da poppata.
Come spesso accade, la penuria fa aumentare il desiderio, e questo può anche essere facilmente capibile; inoltre in una società molto formale, in cui il nudo in tv è vietato, la libido ci mette un nanosecondo a schizzare a livelli da pervertito sniffa mutandine. Pensate che persino i porno sono offuscati con le malefiche nuvolette di pixel ingranditi! (Non fate finta di non sapere di cosa stia parlando, se siete portatori sani di pene, sapete benissimo a cosa mi riferisca, e questo fa di voi delle bruttissime persone! Se siete delle ragazze che "non guardano certe cose", chiedete ai vostri uomini, sapranno sicuramente delucidarvi a sufficienza).
Ma veniamo al punto dolente della questione: perché le ragazze giapponesi scarseggiano in misure?
Di chi è la colpa?
Della zio Sam? Delle multinazionali del porno?


Pare sia tutta colpa di un diabolico gene chiamato EDAR. Questa mutazione risalente addirittura a 35000 anni fa, avrebbe differenziato molto la razza asiatica da quella caucasica ed africana, fornendola di capelli più spessi, maggiori ghiandole sudoripare, particolare conformazione di occhi e naso, e seni più piccoli nelle donne. (Per chi fosse interessato, qui trovate la storia sugli occhi a mandorla)
Gioie e dolori. Dannato EDAR, avevi fatto tutto bene, non potevi sorvolare sulla storia del seno?

(Vi prometto che continueremo ad insultare malamente EDAR più tardi, ora torniamo a noi)

Capirete quindi che, un paese dove un accenno di seno è considerato un décolleté alla Jessica Rabbit, abbia creato una schiera di ragazzi perversi e facilmente suscettibili al primo accenno di forma.
Da qui il desiderio di eroine di manga ed anime maggiorate, e la nascita delle nostre ragazze animate preferite: Nami e Boa Hancock di One Piece, Fujiko di Lupin III, Leafa di SAO, Nozomi di Love Live e così via.

Tappetino del mouse ergonomico... altro da aggiungere?

Ma il bello deve ancora venire!
Questi geni del male che non sono altro, hanno convinto l'intera popolazione femminile nipponica di una cosa che ha dell'incredibile.

Vi chiedo solo un attimo di concentrazione perché quello che state per leggere avrà ripercussioni serie sulla vostra stabilità psichica e fisica ed è talmente incredibile da mettere in dubbio le vostre stesse esistenze e le vostre credenze: sia scientifiche che religiose.

Dunque...
Le ragazze giapponesi sono convinte che...

...
...
...
...

...se un uomo palpeggia le loro tette, queste possono diventare più grandi!

...
...
...
...


SBAAAAAAAM!!! 💥💥💥💥


Maschio italico che fai tanto il figo in giro per il mondo, atteggiandoti a playboy del bel paese ed arcuando sopracciglia che manco le ali del gabbiano Jonathan... hai capito con chi hai a che fare, sì?
Gli uomini giapponesi hanno messo in mente all'intera popolazione femminile che: palpeggiandole, toccando i loro seni e strizzando le loro bocce, le ragazze avranno dei bonus di taglia!

92 MINUTI D'APPLAUSI 👏👏👏👏👏



Geni sconfinati del male che Dottor Male per cortesia scansate proprio!
La genialata va talmente tanto oltre che la cosa vale solo ed esclusivamente se è un uomo a toccar loro il seno, lo stesso non accade se a farlo è una donna.

OVAZIONE! 👏👏
GRANDI!!! IMMENSI!!! 👏👏👏

Il tutto correlato da spiegazioni scientifiche varie ed articoli su articoli. Addirittura tutorial!

MAESTRI! 👏👏

Hanno messo in mente alle donne che una buona stimolazione della ghiandola, associata ad un buon drenaggio linfatico ed alla produzione elevata di ormoni (causata dal tocco di un uomo e non di una donna) faccia crescere il seno di almeno una taglia.

GENI!!! 👏👏👏👏

Lo so che sembra che stia inventando tutto perché la cosa farebbe già troppo ridere così, ma no!
Lo sapete che mi piace andare a fondo sull'argomento e non contento vi posto dei link in cui le giappe dicono quanto vi ho appena raccontato.
Trovate gli articoli QUI e QUI. Sono in giapponese quindi se non conoscete la lingua dovrete affidarvi alla traduzione automatica di google oppure a quanto vi ho detto io.



Ed io stolto che ancora credevo che l'unico modo che avevamo noi uomini per far crescere il seno ad una donna era metterla incinta. Che idiota!
Palpatina is the new mastoplastica!

Comunque... BASTA!
Hanno decisamente vinto loro: su tutto.
Campioni indiscussi della razza umana.
Inchiniamoci!

Ora torniamo al problema principale e a quel maledetto gene mutato EDAR!
Non ho ancora finito con te! 😡

venerdì 3 marzo 2017

CONOSCERE RAGAZZI E RAGAZZE GIAPPONESI


COME E DOVE CONOSCERE RAGAZZI E RAGAZZE GIAPPONESI

Alcune dritte sui migliori siti e app


Molti di voi spesso mi chiedono come fare per conoscere ed incontrare ragazzi e ragazze giapponesi.
Come spesso accade, la risposta è sempre quella più scontata: andare in Giappone! 😏
Valanga di sterco ed insulti su di me in 3... 2... 1...
Ok, tralasciando tale banalità (che comunque ritengo sempre la miglior mossa possibile), come fare se non si può viaggiare o se si preferisce andare in Giappone con la tranquillità di aver precedentemente conosciuto una persona che ci interessa realmente, senza dover tentare una battuta di caccia che, in un paio di settimane, è cosa davvero ardua?
Per fortuna, nel 2017 possediamo un'arma incredibile, capace di risolvere ogni nostro problema. No, non i cannoni fotonici o l'armatura di Pegasus ma INTERNET.

Internet ha ridotto le distanze e connesso il mondo, permettendo quello che solo 20 anni fa era quasi impossibile: conoscere persone agli antipodi del mondo e riuscire anche a vivere relazioni a distanza.
Esistono molti modi per conoscere ragazzi e ragazze giapponesi su internet. Il più facile è sicuramente Facebook. Esistono decine e decine di gruppi e di pagine dedicate proprio a questo. Non sarà difficile trovarli.
Facebook però non è un sito d'incontri e non tutte i suoi iscritti sono disposti ad essere avvicinati o approcciati. La privacy è ben protetta ed è un aspetto caro a molti.


In vostro aiuto possono venire tantissimi siti d'incontri, come ad esempio Badoo e Meetic. Ma sebbene questi siano molto popolari in Italia, non lo sono in Giappone dove hanno pochi iscritti. Sarà difficile quindi trovare qualcuno su questi siti, ma non impossibile.
In Giappone allora cosa usano?

Ultimamente l'app d'incontri più utilizzata è Tinder. So cosa starete pensando: ma Tinder è l'app per il sesso occasionale, per trovare partner da una notte e via.
Vero, almeno in Italia (a patto che funzioni), ma non in Giappone.
I giapponesi prendono un po' tutto con maggiore serietà rispetto a noi ed anche Tinder in Giappone è usato principalmente per cercare un compagno/a per la vita piuttosto che un partner occasionale.
Il problema di Tinder è che, geolocalizzando il segnale ti mostra solo i possibili match nelle vicinanze.
Come fare se si vuole trovare qualcuno a migliaia di kilometri dall'Italia?


Ecco che internet torna ad aiutarci.
Nel caso del Giappone un sito molto famoso ed utilizzato dagli occidentali per conoscere giapponesi è J@pana Friends, una sezione di JAPANGUIDE.COM dove potrete conoscere ragazzi e ragazze giapponesi in cerca di un amico di penna insieme al quale poter migliorare la lingua. La lingua in senso di linguaggio... 😑
Se però le vostre intenzioni sono meno "umanistiche" e più pratiche, allora esiste un sito internet che mostra il suo massimo potenziale a pagamento ma che vi permette di creare un account anche gratuitamente e conoscere centinaia e migliaia di giapponesi, koreani, taiwanesi, cinesi, thailandesi, filippini, ecc...

Si chiama Friends in Japan, ed è una comunità molto vasta di ragazzi e ragazze giapponesi, non molto differente da Badoo e Meetic ma a maggioranza asiatica piuttosto che occidentale.
Unico scoglio, la conoscenza dell'inglese.
Un minimo di inglese dovete conoscerlo, non solo per chattare con la persona di vostro interesse (che potrebbe anche essere interessata all'Italia e parlare italiano) ma per interagire nel sito che è tutto in lingua inglese.
Nel caso in cui il vostro inglese sia davvero pessimo, potete provare la funzione "traduzione" della pagina che trovate su Google Chrome, in modo da provare ad usufruire al meglio delle potenzialità del sito.


Questo non è ovviamente l'unico sito in circolazione, ne esitono molti altri simili, tipo Japan Cupid, che permette anche di impostare l'interfaccia principale del sito in italiano (evitando quindi il primo scoglio per chi conoscesse poco l'inglese). Rimane sempre il solito problema: sono pochi i giapponesi che parlano italiano quindi, se volete approcciarvi al loro mondo, un minimo d'inglese è indispensabile.


In bocca al lupo con la vostra ricerca e mi raccomando, seguite sempre la massima: conquistate il pianeta Giappone ed imponete la vostra democrazia!
Augh! ✋

venerdì 24 febbraio 2017

IL CORTEGGIAMENTO IN GIAPPONE

COME SI CORTEGGIA IN GIAPPONE?

La sublime arte del corteggiamento nipponico


All'estero e specialmente in Giappone, l'italiano è visto come un playboy/latin lover/sciupafemmine che con i suoi modi romantici ed i suoi sguardi ammiccanti riesce a rubare qualsiasi cuore. Una ragazza giapponese mi disse una volta che fare l'occhiolino in Giappone non è una cosa molto educata e non è sempre ben vista, ma se a farlo è un italiano... Splash!

Per fortuna le ragazze giapponesi non sono venute in Italia negli ultimi tempi. Oggi gli uomini spendono più tempo dall'estetista ed in palestra che in un campo di calcio.
Maledette sopracciglia ad ali di gabbiano, hanno mandato in pensione le sopracciglia alla Ken Shiro che davano all'uomo quell'aspetto rude di chi è nato sotto le 7 stelle di Hokuto.
Si narra che qualcuno una volta abbia voluto provare l'ebrezza di perdersi nelle sopracciglia di Ken il guerriero e ne sia uscito solo dopo giorni, in condizioni di malnutrizione e profondo shock.
Comunque, anche con le sopracciglia "potate", l'immaginario giapponese vede l'uomo italico come un romantico sciupafemmine.


Perché?
Perché il ragazzo giapponese sa corteggiare le donne quanto un italiano medio ne sa di fisica quantistica. 'Na beata mazda!
No, non la macchina...
I giapponesi sono molto introversi e non abituati a manifestare i loro sentimenti. Ognuno di noi avrà visto anime o letto manga in cui ha potuto riscontrare tutto ciò che vi sto dicendo; e vi sconvolgerà il sapere che nella realtà... sono anche peggio.
Hanno un grosso blocco nel relazionarsi con l'altro sesso (ma spesso anche con lo stesso sesso) che li pone sempre due passi oltre il distacco. Lontani, difficilmente raggiungibili.
Per carità, il "mollicone" che ci prova con tutte lo troverete anche lì, ma sono pochi ed in genere poco considerati.


E perché se a farlo è un italiano allora è cool ma se lo fa un giapponese no?
Per rispondere bisognerebbe entrare nei meandri oscuri dell psiche giapponese e non è questo il momento... (modo elegante per dire che non lo so).
Rimane il fatto che molti ragazzi non si sbilanciano e non sanno come approcciare una donna.
Molte volte amici e conoscenti giapponesi mi hanno chiesto consigli sul come fare e qualche trucco per "rimorchiare", ed ho scoperto una verità sconvolgente: siamo effettivamente più preparati!

In Italia impariamo ad interagire con il gentil sesso sin da bambini, persino all'asilo.
Il modo giusto di parlare ad una ragazza, il trattarla sempre bene, l'aprirle la porta, spostare la sedia per farla accomodare... Sono tutte cose che ci insegnano i nostri genitori da bambini (soprattutto le nostre madri) e che diamo per scontate.
Ma scontate non sono...
Nel resto del mondo non sanno farlo. (Ovviamente non tutti gli italiani padroneggiano l'ars amatoria ma una buona percentuale sì)

Il più famoso playboy italiano all'estero

In Giappone, ad esempio, capita molto spesso che sia la donna a fare il primo passo verso il ragazzo che le piace, cosa che in Italia, un po' di tempo fa, sarebbe stata impensabile (ora le nuove generazioni femminili sono diventate più spavalde anche nella nostra amata penisola, per fortuna).
San Valentino è un'ottima scusa per dichiararsi ai ragazzi ma non è l'unica (se non avete ancora letto il mio articolo su San Valentino, non potete perdervelo: San Valentino in Giappone).
Le scuole miste (in Giappone è ancora frequente trovare scuole prettamente femminili o maschili) sono il fertile terreno dove crescono la maggior parte delle relazioni amorose. Finite le scuole ed immersi nel mondo lavorativo, il tempo e le occasioni per conoscere nuove persone va pian piano diminuendo ed ecco che fanno il loro ingresso, nella vita di molti giapponesi, i famigerati Gokon (合コン): gli appuntamenti al buio o combinati.

Come funzionano i Gokon?
Una ragazza porta con se delle amiche, un ragazzo alcuni amici (l'importante è che il numero di uomini e di donne sia lo stesso) e ci si incontra per vedere di far quagliare qualcosa...
Se la cosa va bene e c'è del feeling si può pensare ad un primo appuntamento.
Ricordate una cosa: il popolo giapponese è molto formale. Non basterà chiedere ad una ragazza di uscire più volte, baciarla e magari spingersi anche oltre; se non avrete posto la giusta domanda lei sarà ancora molto in dubbio su di voi e non saprà cosa siete: amico? "amico di penna"? ragazzo?
Vorranno sentirsi chiedere quelle 5 paroline magiche che improvvisamente dilegueranno ogni loro dubbio sulla vostra relazione: vuoi essere la mia ragazza?
Ovviamente la risposta sarebbe stata sì sin dalla seconda uscita o non avrebbero continuato a vedervi, ma non è questo a sconvolgermi; piuttosto questo loro ossessivo bisogno di certezza oltre l'ovvio.
Devono firmare un contratto e voi dovete sottoscriverlo.

Attenzione! Questo è l'aspetto meno triste.

Passati i 25 anni, la società giapponese preme perché tu abbia un partner ed una famiglia. Non è bene essere single. 
Nein Nein Nein. Male Male!!! A tratti malissimo!!!


Comincia quindi quella che è una corsa contro il tempo alla ricerca del partner: genitori che presentano candidati, amici che programmano uscite con loro amici pur di farti accasare, amici di amici improponibili che si propongono, la vicina di casa che ha un pronipote single tanto caro e gran lavoratore e, come ultima spiaggia, l'incontro con lo straniero (il Gaijin)!!! Sacrilegio!!!

Ragazza giapponese single sulla trentina mentre realizza le sue possibilità residue

Le uova di queste signorine sono in scadenza e tutta lo società nipponica, non amando gli sprechi, si prodiga alla ricerca di un partner per la single di turno (ma lo stesso vale per gli uomini).
Conoscenze lampo e fidanzamenti flash!
Matrimoni sprint in doppia seduta (firma in comune in 3,6 secondi che "ho la macchina in doppia fila ed il pesce rosso solo a casa" e cerimonia più in là nel tempo, a seconda di ferie e soldi).
Gravidanze dopo qualche mese di conoscenza, incontri tra famiglie di un imbarazzo che nemmeno se sganci la peggior puzza del mondo in ascensore.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi...

Ricordo di aver rincontrato una mia amica giapponese dopo 4 mesi (giuro! Erano passati esattamente 4 mesi); l'avevo lasciata 29enne single e l'avevo ritrovata 29enne sposata ed incinta. Non riuscivo a credere ai miei occhi.
Matrimoni che poi, ovviamente, saltano al primo problema, come se pesti una mina sotto un cartello che dice: ATTENZIONE! Campo minato! SBAAAAMMM!!!
Che peccato! Andavano così d'accordo...
Divorzi ancor più veloci dei corteggiamenti (che vi assicuro sono più veloci di un corso accelerato all'uso dello spazzolino elettrico), figli che nella loro vita non incontreranno mai più uno dei due genitori e così via.

Tutto nel nome del santissimo Giappone, tutto nel nome di una società che sta invecchiando e che ha urgente bisogno di nuove nascite. Che il bonus bebè sia con voi.

Andate e moltiplicatevi!

giovedì 16 febbraio 2017

GLI OCCHI A MANDORLA

TUTTO IN UNO SGUARDO

Perché gli asiatici hanno gli occhi a mandorla? Da cosa dipende?



Sono sempre stato affascinato dagli occhi a mandorla. Sin da bambino.
Ricordo che guardavo film con mia madre e le chiedevo perché gli asiatici avessero quella particolare forma degli occhi.
"Probabilmente a causa del freddo" mi rispondeva ogni volta.
A scuola poi, tra amici, vi era sempre la solita risposta:
Perché mangiano tanto riso e poi quando vanno al bagno devono spingere talmente forte che gli si deformano gli occhi. In pratica la stitichezza (o cacca dura in medichese) avrebbe causato gli occhi a mandorla.
Ok, per chi di voi avesse creduto a questa storiella, ho una brutta notizia. È vera quanto che il mio nome è Giangiacomo; e non lo è!!!
Col tempo e con qualche lezione di antropologia in più sulle spalle ho finalmente avuto la risposta esaustiva che cercavo da sempre.

In fin dei conti mia madre aveva ragione: la razza asiatica nasce in Siberia e, così come la razza nera ha capelli ricci e pelle nera per proteggere il cervello e cute dal troppo sole, così la razza asiatica ha modellato la forma dell'occhio al freddo ed alla neve. Le folate di vento, le intemperie ed il riverbero accecante dei raggi solari sulle bianche distese ghiacciate avrebbero modificato così l'occhio asiatico per sempre. Provate a stare voi per migliaia di anni con gli occhi socchiusi a causa di vento gelido, neve e troppa luce, e voglio vedere se non vi viene 'na semiparesi.
(Quanti di voi ci stanno provando in questo momento?)



Anche il colore ha più o meno lo stesso senso evolutivo. Non è che un giorno il padreterno si è svegliato ed ha detto: "quest'anno va di moda il nero! Famo gli occhi neri un po' a tutti" (devo ancora capire perché nel mio immaginario, Dio veste una toga bianca ed ha accento romano).
È risaputo che alle basse latitudini l'iride è pigmentata di melanina (pigmento bruno) a causa del sole e della luce; come la pelle. Lo stesso dicasi per le popolazioni asiatiche (soprattutto del sudest dell'Asia) in cui anche la pelle ha una maggiore componente melanocitaria.


In questa foto vi mostro alcuni tipi d'occhio asiatico e la loro diversa forma.

Ma allora perché gli anime hanno occhi tondi e grandissimi?
Perché i giapponesi non amano particolarmente il loro taglio degli occhi e preferiscono occhi più grandi e più rotondi (sciocchi!!!). Inoltre, soprattutto all'inizio della diffusione di anime e manga, per rendere il prodotto appetibile anche ai mercati stranieri, vi era bisogno di un disegno ed una caratterizzazione dei personaggi che permettesse anche al pubblico occidentale di identificarsi nei loro eroi preferiti.


Anche le modelle e le attrici più famose hanno occhi più grandi e più tondi della media nazionale, proprio perché i giapponesi trovano più attraente questo tipo di occhio.
Negli ultimi anni, inoltre, le ragazze meticce (con un genitore giapponese e l'altro straniero) stanno monopolizzando passerelle e programmi TV perché ritenute più belle delle normali ragazze giapponesi. È anche vero, però, che nella società resiste ancora un po' di "involontario razzismo" per il quale un meticcio non sarà mai considerato totalmente alla pari di un giapponese puro.

Questa cosa sta finalmente cambiando, soprattutto grazie alle nuove generazioni che sono molto più globalizzate ed aperte. Il futuro sembra roseo... Il prossimo passo sarà farli ricredere anche sulla loro convinzione che noi occidentali abbiamo una scarsa igiene personale; un passo per volta.

martedì 7 febbraio 2017

TIPI DI RAGAZZE GIAPPONESI

                          Foto delle AKB48, gruppo POP giapponese


LE RAGAZZE GIAPPONESI
Tipologie di donne che potreste avere la fortuna (o sfortuna) di incontrare


Premetto che la lista deriva da un campione di donne che non potrà mai essere eguagliato alla totalità delle donne giapponesi; ergo, questa lista lascia il tempo che trova. Spero che i lettori capiscano che la mia è una semplice e superficiale valutazione dovuta ad esperienze personali e non vuole essere una definitiva classificazione di una popolazione.


La donna Edo. Qualcuno, impropriamente, la definirebbe forse Geisha, ma Geisha non è. Non è artista di un bel niente, è semplicemente una ragazza d'altri tempi. Vive generalmente in quello che i giapponesi considerano countryside, città paragonabili per ampiezza e numero di cittadini a Bologna o Firenze, ma per i nipponici, città di campagna. In questi luoghi la vita è diversa rispetto alla vita che si svolge nelle megalopoli giapponesi. Qui alcune ragazze crescono con dei valori che la donna di città ha dimenticato. Sono generalmente ragazze molto riservate, gentili e accondiscendenti. Ecco... proprio l'accondiscendenza potrebbe descriverle meglio di qualsiasi altra cosa. Questo però porta ad un progressivo annullamento della personalità rendendo la ragazza in questione fin troppo anonima. Molti uomini giapponesi più che una compagna per la vita cercano una donna di casa (non ho usato il termine "serva" per non turbare nessuno) e questo la Donna Edo lo sa! Quindi cerca in tutto e per tutto di esserlo.

La Shibuya Girl. La ragazza da copertina. La tipa alla moda. Non è contenta se non ha speso 60000 Yen per una borsa Prada o per delle scarpe firmate. Se sa che sei italiano ti chiede della moda e di quanto possa costare in Italia avere un bel guardaroba. Generalmente è truccatissima (lo sono quasi tutte le ragazze giapponesi), talmente truccata che avrete serie difficoltà a riconoscerla senza il make-up: ciglia finte, lenti per cambiare colore e dimensione dell'iride, delle volte anche parrucche e in alcuni casi addirittura si affidano alla chirurgia estetica per cambiare la forma degli occhi, rendendoli più grandi e più occidentali. Sono il massimo della superficialità e ci tengono a palesarla; in alcuni casi nascondendo una sensibilità ed un'intelligenza che non ti aspetti. Generalmente vivono nelle grandi città ma non sempre nei quartieri più lussuosi. L'importante è apparire!

                                           Ragazze a Shibuya, Tokyo.

La Figlia della Società "Bene". Proviene da una famiglia agiata o ricca ed è quasi sempre alla ricerca di un buon partito. Prima di chiedere il vostro nome vorrà sapere che lavoro fate. Triste? Non per loro. Non cercate dei paralleli con le nostre due culture, sono distanti anni luce. Generalmente hanno avuto la possibilità di viaggiare o di studiare all'estero, ma non sempre questo ha aperto le loro ermetiche menti o le loro visioni della vita. Vivono nei quartieri più ricchi delle città giapponesi ed hanno frequentato costose università. Sono abituate ad un certo tenore di vita e vogliono mantenerlo ad ogni costo, cercando un uomo che possa garantirglielo. Con questo non dico che i sentimenti non contino, ma se il loro lui non piace alla famiglia, bhè... non c'è trippa per gatti! Lei ne cercherà un altro più conforme a certi standard.

L'Illusa o Sognatrice. Ti conosce, bastano 2 minuti, ed è già pronta ad amarti o a programmare un matrimonio. State molto attenti con questo genere di ragazze. Noi italiani siamo soliti parlar bene ad una donna e riempirla d'attenzioni o apprezzamenti. Bhè, lei crederà ad ogni vostra parola e vorrà essere la vostra fidanzata anche se magari vi conosce da una manciata di secondi. Sarà disposta a tutto pur di avervi, quindi, nel caso doveste incontrane, non siate i soliti marpioni/scippa-patate. Se non siete interessati, siate chiari, fateglielo capire. Se ne faranno una ragione! Ma non sfruttatele, altrimenti sono dolori!!! (E voi sarete delle merde!)

L'Esterofila. Odia il proprio paese ed è attratta da tutto quello che è gaijin. Musica, cultura, ragazzi, tutto! Sogna di vivere all'estero ed in genere ha già avuto delle esperienze. Generalmente si focalizzano su una meta (Inghilterra, Australia, Italia, USA, Svezia, Francia ecc..) e non vedono nient'altro. Nei loro progetti c'è un matrimonio con un nativo del paese che adorano ed una vita lì, per poi, forse, tornare a svernare in Giappone in vecchiaia. Sono davvero molto informate e in molti casi conoscono la lingua già ad alti livelli. Con una ragazza così partite già avvantaggiati perchè: primo, è alla ricerca di un italiano, e secondo sarà più facile corteggiarla in italiano che in inglese. Potreste scoprire piacevoli sorprese.


La Kawaii. State molto attenti a questo genere di ragazza. Ha tutto, e dico tutto, quello che un appassionato del Giappone sogna in una donna. Bella, dolce, sensibile, adorabile. In alcune circostanze sono fin troppo timide ma a molti di noi questo non dispiace. Poi starà a voi provare a farla sciogliere un po'. L'importante è che, anche se un po' timida inizialmente nel privato, saprà perdere qualche inibizione quando sarà il momento importante.
Attenti a cosa? Con una del genere è facile perdere la testa, quindi... be carefull!

                                         Erika Sawari in uno dei suoi film. Classico esempio di kawaii

La Sociopatica. Vive le sue giornate su internet costruendosi una vita virtuale, anche questa triste tanto quanto quella reale. E' incapace di relazionarsi anche a causa di una società che non è certo tenera con i deboli e che nel sociale non ha sicuramente uno dei suoi punti di forza. Se non è su internet si dedica al lavoro ma ha raramente rapporti umani, specialmente con persone dell'altro sesso. Vi risulterà strana, qualche volta fuori di testa ma non è irrecuperabile. Ha solo bisogno di vedere le cose da una differente prospettiva e saprà legarsi alla persona che riuscirà nell'impresa.

La Disperata. L'orologio biologico corre, i trenta sono vicini o già passati e lei deve sposarsi. Perché? Perché è così che la società vuole. Oramai è ai saldi di fine stagione e quel che rimane, compra. Non ha molta scelta. Diciamo che non fa certamente la preziosa. Le sue amiche sono già tutte, o quasi tutte, sposate con figli e loro vogliono lo stesso per la loro vita e per non essere etichettate come zitelle. La società giapponese non vede molto di buon occhio la donna trentenne single. Questo porta la Disperata ad una corsa contro il tempo alla ricerca di un potenziale marito che, esaurito il bacino di pesca giapponese, la porterà a pescare anche in lidi stranieri pur di mettere l'anello al dito.

La Super-Glue. Queste le trovi ovunque, non solo in Giappone. Come la cozza allo scoglio, come la cacca sotto le scarpe, come la colla super Attack, si attaccano e non si staccano più! Dovrete farlo con la forza e farà male! Molto male!
Le avvisaglie per riconoscerla ci sono tutte. Quello giapponese è un popolo riservato, non invadente. La Super-Glue invece entrerà immediatamente nella vostra vita, con una forza prorompente e con un'invadenza impropria per la loro cultura. Pretenderà molto e vorrà essere accontentata; insomma, una bella gatta da pelare!

La Club Girl. O meglio, per i conoscitori di Tokyo, la Roppongi Girl. Per tutti gli altri, Roppongi è il quartiere dove le ragazze giapponesi incontrano gli stranieri, soprattutto in bar, discoteche o club (i club sono discoteche più piccole). La Club Girl è lì per cacciare e tu sei la preda. Attenzione però, crederai che il cacciatore sia tu perchè vorrano farti creder questo, ed in un modo o nell'altro ci riusciranno. Per loro non sei altro che lo sfizio o il trofeo da mostrare alle amiche o, in alcuni casi, il semplice piacere carnale. Un consiglio per chi dovesse incontrarne: evitate il risveglio nello stesso letto la mattina seguente!!!

La Cosplayer. Ahhhhhh!!! La cosplayer! Nutrimento per gli occhi. Soprattutto quando interpretano ragazze in abiti succinti. Per chi non lo sapesse, il fenomeno del cosplay è il travestimento e l’emulazione di un personaggio anime in tutto e per tutto (abiti, stile, capelli, movenze, voce, ecc). Il cosplay in Giappone non è poi così diverso dal cosplay di casa nostra. Stare con una cosplayer è adrenalina pura ma devi amare il loro mondo, altrimenti sei out!

                                Cosplayer ad Harajuku, Tokyo

La Stramba. Che poi, in verità stramba non è! Cioè, lo è per i giapponesi ma sarebbe considerata normalissima in Europa. È anticonformista ma lo è mentalmente. Non si veste o si atteggia in modo strano, ha solo una visione del mondo più occidentale rispetto a quella asiatica e antepone la propria felicità a lavoro, famiglia, convenzioni ecc ecc. Le migliori chiacchierate le ho fatte con ragazze di questo genere. C'è sempre da imparare da una donna e, la Stramba, ha molto da insegnarti perché riesce a mescere culture diverse senza sembrare troppo fuori luogo. Generalmente è dotata di una buona intelligenza che le permette di essere aperta verso tutto e tutti. Direi che è una delle tipologie più interessanti da me riscontrate in Giappone.

La Hostess. Non quella degli aerei, sia inteso! In Giappone ci sono molti locali per uomini, chiamati hostess club in cui ragazze dolci e carine ti circondano di attenzioni, ti servono da bere e ti riempiono di complimenti. Ovviamente non sei l'uomo della loro vita, stanno semplicemente lavorando per far sentire a proprio agio il cliente. Se però sei bravo e conosci qualche trucchetto da rimorchio (non chiedetemi i miei, sono molto geloso dei miei trucchetti) riuscirai, in un modo o nell'altro a guadagnarti un vero appuntamento. Ecco! Tutto quello che avrete visto sin'ora, dimenticatelo! La Hostess fuori dall' hostess club è un'altra persona. Solitamente stanca degli uomini e di fare moìne, sembra apatica ma potrebbe solo essere alla ricerca di sentimenti reali. Nel 75% dei casi la Hostess risulta poco brillante e non molto interessante (eufemismo per non dire stupida) ma come per ogni cosa, non si può generalizzare e potreste trovarvi di fronte ad una ragazza interessante ed intelligente che si è dovuta adattare ad un mestiere difficilissimo (devono bere molto e tornano quasi ogni sera ubriache a casa) per affrontare difficoltà economiche o familiari.



Spero sappiate cogliere la superficialità con la quale ho scritto questo articolo (che non è e non deve essere considerato un trattato di sociologia).